Torna a Bratislava da domani il Festival Centro-Europeo del cinema italiano

Ritorna anche questo novembre il festival del cinema italiano nell’Europa centrale. All’apertura, mercoledì 16 novembre, il regista Giuseppe Gagliardi incontrerà il pubblico presentando il suo folm Tatanka. Qui di seguito il programma. Tutti i film verranno proiettati al Cinema Mladosť, in Hviezdoslavovo nám. 17, Bratislava, e saranno in italiano con sottotitoli in slovacco. Ingresso: 3,00 euro. Per maggiori informazioni: Istituto Italiano di Cultura www.iicbratislava.esteri.it.

Mercoledì 16 novembre 2011, ore 18:00
Giuseppe Galiardi, I, 2010, 100 min. 35mm
Tatanka

Nei feudi della camorra, in una terra dilaniata da una guerra cruenta, la straordinaria avventura di un ragazzo che riesce a sfuggire a un destino certo. Grazie all’incontro con la boxe riuscirà ad emanciparsi, in un percorso che lo porterà alla scoperta di se stesso, dal baratro della periferia di Caserta, passando per l’inferno dei ring clandestini di Berlino. Una strada tortuosa verso un riscatto difficile e inaspettato. Tratto dal libro di Roberto Saviano “La bellezza e l’inferno”.

Mercoledì 16 novembre 2011, ore 20:00
Una vita tranquilla
Claudio Cupellini, I, D, 2010, 100 min. 35mm

Rosario Russo ha poco più di cinquanta anni. Da dodici vive in Germania dove gestisce, insieme alla moglie Renate, un albergo ristorante. La sua vita scorre serena: ha un bambino (Mathias), un aiuto cuoco (Claudio) che è anche un amico, e molti progetti per il futuro. Un giorno di febbraio, però, tutto cambia. Nel ristorante di Rosario arrivano due ragazzi italiani. Il primo si chiama Edoardo ed è il figlio di Mario Fiore, capo di una delle più potenti famiglie di camorra. L’altro si chiama Diego, e Rosario lo riconosce subito perché Diego è suo figlio. Non si vedono da quindici anni, da quando Rosario si chiamava Antonio De Martino ed era uno dei più feroci e potenti camorristi del casertano. Allora si era fatto credere morto e si era ricostruito una seconda vita in Germania. Diego all’epoca aveva dieci anni, ora è cresciuto e si è affiliato al clan dei Fiore. Diego è in Germania su mandato della camorra. Ma qualcosa va storto. E la vita tranquilla di Rosario Russo prende una piega imprevedibile e drammatica.

Giovedì 17 novembre 2011, ore 18:00
La fine è il mio inizio
Jo Baier, I, D, 2010, 94 min. 35 mm

Tiziano Terzani era una delle voci più limpide e originali del panorama letterario italiano, un profondo conoscitore del continente asiatico e uno dei giornalisti italiani di maggior prestigio a livello internazionale. Ormai giunto al termine della propria vita, Tiziano Terzani racconta a suo figlio Folco la sua storia, le sue esperienze spirituali e come si sta preparando ad affrontare la morte. Il film meditativo di Jo Baierè un’opera fatta di parole, silenzi e sguardi, pochi movimenti agitati e tante inquadrature delicate.

Giovedì 17 novembre 2011, ore 20:00
La donna della mia vita
Luca Lucini, I, 2010, 96 min. 35mm

La commedia di Luca Lucini, che ha il pregio di raccontare una storia d’amore, apparentemente il più classico dei triangoli sentimentali, è ambientata in una Milano borghese e attenta alle apparenze. Una storia ben scritta dal trio femminile (Crisitina Comencini, Giulia Calenda e Teresa Ciabatti) racconta le turbolenze emozionali dei due fratelli molto diversi per carattere (Luca Argentero e Alessandro Gassman) in mezzo ai rapporti familiari gestiti da una madre tipicamente italiana (Stefania Sandrelli) nel suo vano tentativo di fare il meglio per tutti.

Venerdì 18 novembre 2011, ore 20:00
Una sconfinata giovinezza
Pupi Avati, I, 2010, 98 min. 35mm

Ci sono Lino e Chicca: un giornalista sportivo ed una docente universitaria. C’è la loro bella casa piena di libri e vuota di figli. Ci sono, poi, momenti intensi e profondi in cui si ci si immerge nel passato di un uomo e nel presente di una coppia. I pensieri di Lino, che si ammala di Alzheimer, si trasformano da bizzarri sintomi confusi, in ricordi chiari, precisi di un’infanzia e di un’adolescenza lontane. Chicca, l’amore della sua vita, lo osserva, si interroga, si preoccupa: la diagnosi della malattia la sconvolge. Si allontana quando lui diventa aggressivo. Torna, poi, quando lui le scrive una lettera d’amore. Chicca lì si trasforma nella madre amorevole di un figlio mai avuto.

Sabato 19 novembre 2011, ore 20:00
Immaturi
Paolo Genovese, I, 2011, 108 min. DVD

Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio, Francesca: cosa hanno in comune questi trentottenni? Semplice, 20 anni fa erano compagni di scuola. Ma sopratutto erano amici, erano un gruppo. Poi è successo qualcosa e il gruppo si è frantumato. Ma tra poco torneranno ad esserlo, almeno per qualche giorno: il Ministero della Pubblica Istruzione ha annullato il loro esame di maturità e lo dovranno rifare. Pena la cancellazione di tutti i titoli successivamente conseguiti. E così li vedremo di nuovo insieme, come ai vecchi tempi, con qualche ruga di più e qualche capello di meno. Con la voglia di risentire il sapore della giovinezza e la consapevolezza, più o meno profonda, che quel periodo è passato. Una commedia brillante e sentimentale che riporta una generazione a confrontarsi con la vita che dopo 20 anni è andata da tutte le parti, fra sogni e disillusioni.

Domenica 20 novembre 2011, ore 20:00
Il miglior film del Festival scelto dal pubblico

Verrà proiettato il film che il pubblico, nel corso di un sondaggio effettuato alla fine di ogni proiezione, decreterà il migliore del festival.

Lunedì 21 novembre 2011, ore 18.00
Omaggio a Roberto Faenza
Sostiene Pereira

A Lisbona, durante la dittatura di António de Oliveira Salazar, Pereira, un giornalista che lavora per la sezione cultura di un quotidiano, scopre il lato oscuro del regime quando incontra ed aiuta un giovane antifascista di nome Monteiro Rossi. Grazie a questo attivo giovane e alla sua fidanzata, il giornalista, piano piano, aprirà gli occhi. Comincerà a capire di essere stato chiuso nel suo mondo editoriale, senza essersi mai veramente accorto di quello che accadeva intorno a lui, vivendo la sua vita passivamente e lasciando così via libera al regime. Tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi.

Lunedì 21 novembre 2011, ore 20.00
Omaggio a Roberto Faenza
Prendimi l’anima

Sabina Spielrein, giovane ebrea di origine russa, viene ricoverata dalla famiglia in una clinica psichiatrica. La ragazza peggiora di giorno in giorno finché non interviene il giovane psichiatra Carl Gustav Jung, pupillo di Freud e deciso a utilizzare le metodologie del maestro viennese. La cura ha pieno e inaspettato successo. Ma tra paziente e medico nasce un rapporto che ben presto diventerà amoroso, tanto da mettere a rischio la sanità – non solo mentale – di entrambi.

Lunedì 28 novembre 2011, ore 17:00
Omaggio a Roberto Faenza
I Viceré

Il film tratto dall’omonimo romanzo di Federico De Roberto I Vicerè comincia a metà del ‘800, negli ultimi anni della dominazione borbonica in Sicilia, alla vigilia della nascita dello stato italiano. Racconta la storia degli Uzeda, attraverso gli occhi di un ragazzino, Consalvo, l’ultimo erede della nobile famiglia spagnola. Davanti allo spettatore si apre così il mondo dei misteri, degli intrighi, le complesse personalità degli appartenenti alla famiglia, tutti dominati da grandi ossessioni e passioni, in lotta l’uno contro l’altro per l’eredità e per i privilegi. A capo della famiglia sta l‘arrogante principe Giacomo deciso a raggiungere i propri obiettivi ad ogni costo, pronto a lasciar morire la moglie e a risposarsi poco dopo con una cugina esiliando Consalvo in un monastero benedettino. Dal mondo che lo circonda, fatto di compromessi e viltà, Consalvo impara a ribellarsi e alla fine sceglie di impossessarsi del potere per non lasciarsi sopraffare da quello stesso mondo, compiendo una scelta estrema contro la volontà del padre.

Lunedì 28 novembre 2011, ore 20:00
Omaggio a Roberto Faenza
Marianna Ucría

In Sicilia, nella prima metà del Settecento, la dodicenne Marianna Ucrìa viene portata dal nonno ad assistere ad una impiccagione, nella speranza che lo spettacolo possa farla guarire dal mutismo. Ma tutto risulta vano. Marianna non parla e non sente. Viene così indotta dalla madre a sposare lo zio Pietro e, quando arriva a sedici anni, ha già partorito tre figli. Diventata giovane donna, accoglie la visita di un istruttore francese che l’avvia al linguaggio dei segni e le fa conoscere le idee filosofiche che si muovono per l’Europa. Quando il marito muore, Marianna si trova a dover gestire la propria vita e i rapporti con gli altri. Dimostra così di aver acquisito una forte personalità che le permette di governare i rapporti con la servitù e una importante relazione sentimentale con il fratello della propria serva Fila. Ormai donna matura e consapevole, Marianna è in grado di capire il terribile segreto che le era stato nascosto: da dove deriva il suo mutismo… Liberamente tratto da romanzo “La lunga vita di Marianna Ucrìa” di Dacia Maraini.

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