Peter Zagar, una vita in musica (contemporanea)

Peter Zagar, cinquant’anni, figura giovanile, occhio vivace e carattere assorto, compositore, editore e giornalista, ha studiato all’Accademia d’arte drammatica e musicale di Bratislava (VSMU). Ha lavorato presso il Centro Informazioni Musicali e la Filarmonica Slovacca, dal 2000 guida il reparto editoriale del Centro Musica della Slovacchia (Hudobny Centrum). Anche interprete, come parte di alcuni ensemble, Peter vive le sue giornate con e nella musica. L’attività che preferisce è comporre, ma, dice, bisogna anche vivere, e allora traduce e pubblica libri di musica e spartiti, arrangia la musica di altri, e scrive e parla di musica in pubblicazioni, in radio e in televisione. È direttore dell’edizione di quest’anno del festival di musica contemporanea Melos-Ethos, che si tiene con cadenza biennale dal 1991, arrivando dunque quest’anno alla sua 11esima edizione, rassegna molto interessante per vari aspetti, della quale abbiamo parlato in questi giorni. Abbiamo avuto una breve conversazione con lui dopo il magnifico concerto di mercoledì sera dell’Orchestra Sinfonica della Radio Slovacca.

Qual è oggi lo spazio per la musica contemporanea in Slovacchia? E quale per i musicisti, interpreti o compositori che vorrebbero anche vivere di questo?

È molto difficile riuscire a vivere soltanto “di” musica contemporanea. La Slovacchia è un piccolo Paese e non sono così tanti gli appassionati di moderna musica contemporanea, dunque non c’è un – diciamo – mercato per questa. Se qualcuno vuole vivere di musica contemporanea deve necessariamente andare all’estero dove sono grandi centri di produzione musicale, o tenersi un altro lavoro. Ma in generale direi che a Bratislava la situazione per la musica contemporanea è piuttosto interessante. Sono stato in posti che sono decisamente più conservatori di quanto non sia qui da noi. Direi che questa è una società musicale aperta, che è pronta ad assorbire molti diversi stili e poetiche e se sei interessato alla musica contemporanea qui se ne può sentire abbastanza. Questo festival è un esempio, ma ce ne sono altri, come il festival “Serate di musica nuova” (Večer novej hudby) che organizzavo con un mio amico dove veniva presentata in particolare musica sperimentale dagli Stati Uniti. C’è una varietà di possibilità.

Ha detto che questo festival è una delle principali opportunità per sentire musica contemporanea in Slovacchia. Il festival è anche committente di nuove opere…

Sì, ordiniamo nuovi lavori a compositori slovacchi, dato che uno dei maggiori obiettivi del festival è la creazione di una piattaforma dove la musica contemporanea internazionale incontra la musica contemporanea slovacca, in un dialogo tra due mondi che si parlano. Ogni edizione del festival commissiona un’opera ciascuno a quattro compositori slovacchi, e questi pezzi sono fatti interpretare in genere a ensemble stranieri. Per esempio quest’anno un brano dell’autrice slovacca Iris Szeghy sarà interpretato dalla London Sinfonietta, e un nuovo pezzo di Joseph Kolkovich è stato suonato da un gruppo austriaco.

Come pensa che questo festival abbia migliorato e aiutato lo sviluppo dell’ambiente della musica contemporanea in Slovacchia in questi vent’anni di attività?

Beh, direi che ha avuto un impatto davvero importante perchè il festival ha invitato compositori di livello, che erano presenti qui, come György Ligeti, Arvo Pärt, Steve Reich, Sofia Gubajdulina, Henry Gurecky, Louis Andriessen. Tutti questi compositori sono venuti al festival e hanno parlato della loro musica, e molti dei loro lavoro sono stati suonati nel corso delle edizioni del festival. Ed è molto meglio quando il compositore è presente e gli ascoltatori possono sentire la sua presenza. Quindi in questo modo Melos-Ethos ha dato una forte spinta per la musica contemporanea internazionale in Slovacchia. E in più molti nuovi lavori sono stati scritti proprio grazie al festival, molti ensemble anche molto noti sono venuti qui per l’occasione. Il festival ha giocato quindi un ruolo cruciale in tutto questo.

Video: Peter Zagar – Etuda (Studio, 2005) interpretato da Slovenske kvarteto

(Pierluigi Solieri)

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