Ancora musica contemporanea oggi e domani al festival Melos-Ethos

Il festival internazionale di musica contemporanea Melos-Ethos prosegue oggi e domani con altri due programmi molto interessanti, tra i quali le prime di due opere commissionate per l’occasione. I concerti si terranno nella sede storica del Parlamento slovacco. Si può trovare il programma dell’intero festival all’indirizzo http://hc.sk/melos-ethos/.

Venerdì 11/11/2011, ore 19:00
Sede storica del Parlamento slovacco /
Historická budova NR SR, Župné námestie
Ingresso: 10,00 / 5,00 euro

Slovak Sinfonietta – Zilina /
Štátny komorný orchester Žilina (SK), dir. Szymon Bywalec (PL)

Bratislava Guitar Quartet (SK)

Programma:
Valentin Silvestrov (1937), Silent Music (2002)
Elena Firsova (1950), Concerto – Elegy for cello & orchestra | J.Bárta (CZ), violoncello
Martin Burlas (1955), Asylum and decay (2011) (commissione del festival)
David Lang (1957), Pierced (2007)

Valentin Silvestrov, come molti colleghi europei, è passato dall‘avantgarde degli anni ‘60 e ’70 uscita dalla dodecafonia e serialismo post-Webern, attraverso la combinazionone di elementi di neoclassicismo e armonia modale, e gradualmente si è trasformato in un compositore postmoderno che combina stili del presente e del passato. Conservando però immutato il suo linguaggio espressivo e melodico.
La poeticità musicale e la melodia di Elena Firsova viene dal patrimonio delle avanguardie russe, e soprattutto dal suo mentore, il compositore Edison Denisov, in un tentativo di «immersione in me stessa per essere in grado di toccare la bellezza», dice di sè l‘autrice. Il suo concerto-elegia, dedicato al grande cellista Mstislav Rostropovic, ha debuttato nel febbraio di quest’anno a Londra con la conduzione di Andrew Morley, ed è stata già eseguita come premiere slovacca a Zilina.
Burlas Martin nella sua composizione esprime il suo scetticismo sulla società contemporanea. L’opera „Asilo e decadimento“ è stato commissionato, come altre tre opere ad ogni edizione per il festival Melos-Ethos, che così svolge anche una preziosa opera di rinnovamento della musica contemporanea slovacca.la musica di Burlas è la musica del fermarsi in tempo, materializzazione nel suono di un vuoto sorprendente, dove l’azione è rallentata fino al limite della sopportazione. La lentezza è sottolineata dalla raccomandazione dell’autore agli interpreti: „suonare più lentamente possibile“.
Un ritmo forte e senza pietà, energetico e incessante è invece la caratteristica della composizione di David Lang Pierced (Trafitto). La sua musica non lascia spazio alla riflessione, alla pausa, è come un “piercing” nel corpo di chi ascolta, alla ricerca di nuove espressioni per il suono contemporaneo. L’orchestra e i solisti formanop due mondi separati, divisi da un muro immaginario che però entrambi „trafiggono“ per penetrare verso l’altro lato.

Video: Valentin Silvestrov – Silent Songs : Farewell, o world, o earth

Sabato 12/11/2011, ore 19:00
Sede storica del Parlamento slovacco /
Historická budova NR SR, Župné námestie
Ingresso: 20,00 / 10,00 euro

Recital di Sergej Kopčák
Sergej Kopčák (SK) – basso
Quasars Ensemble (SK), dir. Ivan Buffa  (SK)

Programma:
Vladimír Bokes (1946), Departures (2011)
Miro Bázlik (1931), Variazioni canoniche su un corale (2011)
Roman Berger (1930), Tenebrae (2011), (commissione del festival)
Ilja Zeljenka (1932 – 2007), Tri slová / Three words (2006)

Il basso Sergej Kopcak ha sempre incluso nel suo ampio repertorio il lavoro di autori slovacchi, le cui composizioni ha spesso presentato e registrato in anteprima. Così farà anche nel recital solista per il festival Melos-Ethos che, dopo il suo ritiro dalle scene operistiche nel 2008, riveste una particolare importanza.
Vladimir Bokes (1946) è spesso detto essere un compositore razionale, con affinità a componenti dell’avanguardia come dodecafonia e serialismo. Il ciclo Partenze qui presentato è un lavoro su un testo profondamente poetico di Svetozar D. Simko.
Miro Bazlik (1931) è una personalità distintiva nella storia della musica slovacca, che unisce nella sua persona due mondi quasi-correlati: matematica e musica. Le Variazioni sono, come molte delle sue opere precedenti, un riflesso della profonda convinzione spirituale di Bazlik. In questo lavoro il compositore ha utilizzato un corale che ha trovato tra gli effetti del padre defunto. La prima metà della composizione è dodecafonica, ma dopo l’entrata cerimoniale del corale il carattere della musica cambia.
Se c’è un compositore slovacco di cui si può dire che il suo lavoro è al massimo grado „serio“, questo è sicuramente Roman Berger (1930). Il destino turbolento suo e della sua famiglia, come anche il suo profondo senso di coinvolgimento negli eventi politico-sociali del mondo vicino e lontano, si riflettono nella sua musica, che viene dal suo profondo recondito. Sulle origini del nuovo lavoro Tenebrae, commissionato dal festival, Roman Berger osserva: «Sergej Kopcak mi ha dato i compiti: comporre qualcosa che sia in sintonia con le composizioni di Zeljenka, che contengono solo tre parole [in italiano quattro-ndr], „la vita finisce lentamente“».
Il nome di Ilja Zeljenka (1932 – 2007) è stato spesso accompagnato dalla denominazione „homo ludens“ a causa della sua non comune capacità di giocare con i vari parametri musicali: melodia, ritmo, colore, espressione. L’opera Three words è stata completata nell’aprile del 2006, appena quidici mesi circa della sua morte, e qui egli torna a giocare con i toni senza senso, e di nuovo troviamo che il solista è un percussionista. Le parole che il solista pronuncia alla fine hanno la forza di un terribile premonizione: „la vita finisce lentamente“. Secondo Roman Berger, poco prima di morire Zeljenka disse un’altra frase: „Non temo la morte“. Ma questo Three words è  piuttosto un altro dei suoi „giochi“.

Video: Roman Berger | Ján Slávik, cello

(La Redazione)

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