Sterilizzazione rom: Corte europea dà la Slovacchia colpevole in un caso del 2000 a Presov

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso una sentenza contro lo Stato della Slovacchia nel caso della presunta sterilizzazione forzata di una donna rom nell’ospedale di Presov nel 2000, ha informato ieri il Centro di consulenza per i diritti civili e umani con un comunicato a tutti gli organi di stampa. «Accogliamo con favore il verdetto. La Corte ha confermato ciò che il Centro di consulenza andava sostenendo sin dalla sua costituzione un anno fa: donne rom hanno subito una sterilizzazione forzata negli ospedali senza il loro consenso informato», ha dichiarato Vanda Durbakova, avvocato di Barbara Bukovsky, la donna rom che ha fatto la denuncia.

La Bukovsky avrebbe presumibilmente firmato un modulo di consenso per la sterilizzazione nel reparto maternità dopo che, alla nascita del suo bambino, le sarebbe stato detto che lei o il prossimo figlio rischiavano la morte se non si fosse proceduto alla sterilizzazione. La donna ha affermato che all’epoca non sapeva cosa si intendesse con il termine “sterilizzazione”.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto l’affermazione che la sterilizzazione si sarebbe dovuta fare a causa di “motivi di salute”, dato che questo tipo di procedura non è classificata come “salva-vita”. La Corte ha anche assegnato alla donna il compenso di 31.000 euro oltre ad altri 12.000 per coprire le spese relative al processo.

(La Redazione)

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