Presidente e Premier concordano: stop alla trasformazione degli ospedali fino a nuovo Governo

La trasformazione della forma giuridica degli ospedali di Stato in società di capitali non avverrà quest’anno ma sarò il futuro Governo che uscirà dalle elezioni anticipate di marzo 2012 a decidere se portarla avanti. Questo è l’accordo scaturito nell’incontro di ieri tra il Presidente Ivan Gasparovic e la Premier Iveta Radicova. «Posso senz’altro dire che non ci sarà nessuna trasformazione prima che sia formato un nuovo Governo», ha detto il Presidente dopo la riunione, notando che ha proposto all’Esecutivo di modificare la legge che contiene il programma di trasformazione con un prolungamento dei termini per la sua attuazione, dato che la norma stabilisce una scadenza per il processo alla fine di quest’anno. Oppure omettendo del tutto le disposizioni sulla trasformazione degli ospedali.

Il Primo Ministro Radicova ha informato che comunque questa proposta deve prima passare dal Parlamento, e in ogni caso la legge fa riferimento a una seconda scadenza nel giugno 2012 in circostanze straordinarie. «E oserei dire che le elezioni anticipate sono proprio un caso particolare, quindi un rinvio fino alla fine di giugno è possibile entro i termini della legge in vigore», ha detto la Radicova.

Entrambi Presidente e Premier hanno convenuto sulla necessità che i duemila medici ospedalieri che hanno rassegnato le dimissioni (che saranno effettive all’inizio di dicembre) le ritirino, evitando il collasso del sistema sanitario pubblico, considerando che lo stop alla trasformazione dei nosocomi era uno dei punti principali della protesta dei medici. Per quanto riguarda le altre richieste della classe medica, la Radicova crede che dovrebbero attendere di parlarne con il nuovo Esecutivo dopo le elezioni.

Nel provvedimento di trasformazione, lo Stato diventerebbe azionista fondatore e unico delle future società di capitali e il Ministero della Salute (o altri Ministero come Trasporti o Difesa in casi particolari di ospedali di settore) agirebbero per suo conto nella gestione. Sono 31 le strutture sanitarie, alcune molto grandi, per le quali il Parlamento ha approvato poco tempo fa il versamento di 350 milioni di euro di fondi pubblici per ripianare i debiti, e che dopo la trasformazione era previsto che dovessero autonomamente raggiungere il pareggio di gestione.

Il Ministro della Salute Ivan Uhliarik (KDH) si attende ora che i medici ritirino le loro lettere di dimissioni, ora «possiamo parlare di stipendi senza prendere i pazienti come ostaggi», ha detto. I sindacati dei medici, frattanto, dicono che non sono del tutto soddisfatti della messa in stand-by della manovra, loro chiedono che venga del tutto cancellata.

La questione sarà dibattuta in Parlamento in una sessione straordinaria convocata per questo venerdì su richiesta del partito di opposizione Smer-SD che intende fermare il processo in via definitiva.

(La Redazione)

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