Cala il tasso Bce? Le banche slovacche non se ne accorgono…

Nonostante il calo del tasso di interesse di riferimento stabilito dalla BCE la scorsa settimana (portandolo dall’1,50% all’1,25%, la prima azione a sorpresa del nuovo Governatore Mario Draghi), non scendono per il momento i tassi di interesse sui prestiti in Slovacchia, scriveva ieri il quotidiano Pravda. Le banche slovacche non hanno in programma una riduzione dei tassi di interesse sui prestiti anche se la mossa della Banca centrale europea fosse proprio pensata per dare spazio alle banche commerciali di concedere denaro a famiglie e imprese a tassi più bassi, il che attenuerebbe l’impatto di una crisi di rimbalzo.

La BCE ha ridotto il tasso di 3 punti percentuali nel periodo 2008-2009, ma le banche slovacche hanno calato i loro interessi su prestiti immobiliari e mutui nello stesso periodo di appena lo 0,9% in media. Le banche in Slovacchia indicano un maggior rischio di prestiti non rimborsati, e mantenere il tasso invariato rappresenterebbe per loro una protezione da questo rischio. C’è inoltre da registrare la nuova introduzione dell’imposta speciale dello 0,4% sulle passività del sistema bancario in Slovacchia, che aumenterà i costi, si lamentano gli istituti finanziari.

Da come vanno le cose, scrive Pravda, è improbabile che il costo dei prestiti veda una diminuzione notevole anche se il tasso di interesse di riferimento tornasse all’1%. Questo è il livello al quale gli analisti prevedono che la Banca centrale europea riduca il tasso il prossimo mese.

(La Redazione)

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