Gasparovic: ho sentito tutto il peso dell’arte musiva. Quando mi è caduta sul piede

Uno splendido e inaspettato risvolto ha fatto seguito alla visita del Presidente della Repubblica Slovacca alla mostra dei mosaici italiani alla Galleria Eurovea. Il Presidente, che ha chiarito di aver molto apprezzato l’iniziativa benefica, ha lanciato con grande simpatia agli organizzatori l’invito a “prendere un caffè” insieme a lui il primo giorno utile. Ieri 2 novembre, dunque, Lucio Masutti e Bruno Mrak, accompagnati dai più stretti collaboratori che hanno lavorato con loro nella messa in opera dell’evento, si sono recati a Palazzo Grassalkovic, sede della Presidenza, per salutare Ivan Gasparovic.

Il quale ha espresso di nuovo il suo piacere nel rivedere gli italiani, dicendo che è stata per lui una vera delizia poter ammirare dal vivo la bellezza delle opere musive esposte nello spazio di Eurovea. E grande piacere ha avuto anche dall’inaspettato omaggio, un’opera musiva liberamente ispirata a un lavoro dello spagnolo Joan Mirò.

Il Presidente, accogliendo la piccola delegazione italiana presso la Sala Verde del Palazzo, si è detto estremamente felice per gli ottimi rapporti che la Slovacchia intrattiene con l’Italia, e questo tipo di eventi, ha detto, li rendono ancora più calorosi e costruttivi. La situazione in Europa e nel mondo, ha sottolineato, non è affatto buona. È necessario dunque concentrarsi sulle priorità a lungo termine, che rimangono le relazioni tra le nazioni. Quello che in Unione Europea valeva per la Grecia appena pochi giorni fa, ha detto, oggi non è più vero, ma i buoni rapporti tra stati e più ancora le relazioni dirette tra le persone sono cose che rimangono e fanno sentire i loro effetti nel lungo periodo con un sentimento solidale di amicizia e uno spirito di soccorso comune. Oggi, ha affermato, è un momento in cui è indispensabile aiutare chi non ce la fa, e la sua funzione di Capo dello Stato, ha detto, è quella di stimolare persone e organizzazioni a fare questo, mantenendo l’unità davanti al futuro grigio che ci aspetta.

Bruno Mrak di Metalfil ha spiegato al Presidente che l’intento di questo evento era, oltre allo scopo benefico che comunque prevale, mostrare all’esterno, alle comunità italiane nel mondo, che in questo momento di grande incertezza economica e finanziaria, come diceva Gasparovic, è necessario rimboccarsi le maniche e aiutarsi l’uno con l’altro, oltre ad aiutare i deboli, il che è in completa sintonia con il sentimento del Presidente. Non è più tempo di aspettare e pretendere che siano gli altri a “fare”, bisogna che noi stessi prendiamo in mano il nostro futuro.

Foto di gruppo finale con il Presidente Gasparovic

Lucio Masutti di Medea Team ha voluto informare il Presidente che la sua visita alla mostra potrebbe aver avuto un effetto immediato: la Galleria Eurovea, per la quale era presente all’incontro la direttrice Silvia Matejova, ha infatti dato la sua apertura nel mettere a disposizione lo spazio per una eventuale proroga della mostra, opportunità per la quale si sta ora ragionando anche con la Scuola Mosaicisti, che dovrebbe integrare le opere vendute. L’incasso della mostra ha già dato il suo buon risultato, ha detto poi, e le donazioni per l’orfanotrofio slovacco Casa del Buon Pastore di Jelka hanno permesso di raggiungere uno degli obiettivi: il finanziamento della tinteggiatura esterna dell’edificio.

Gasparovic ha spiegato che lo scopo benefico è stata la molla che lo ha fatto decidere di visitare la mostra, ricordando l’importanza di non dimenticare mai gli ultimi, i più deboli, come i bambini, ai quali le politiche sociali di ogni paese dovrebbero prestare grande attenzione, ha detto, richiamando l’attività della moglie (Silvia Gasparovicova), che dedica all’attività benefica nel campo sanitario e dell’assistenza all’infanzia gran parte del suo tempo con la fondazione a lei intitolata.

Il Presidente con Bruno Mrak (sx) e Lucio Masutti (dx)

Un Presidente in gran forma, in vena di scherzi come è suo carattere, ha anche spiegato che nella giornata di Ognissanti si era letteralmente divorato il catalogo della Scuola Mosaicisti, che aveva infilato di soppiatto lunedì nella tasca del portavoce (cosa che ha confessato ieri quando gli è stato consegnato “ufficialmente”), e aveva anche sentito tutto il “peso” dell’arte musiva – ha detto serio ma con gli occhi ridenti, evidentemente scherzando – quando l’opera donatagli, nel tentativo di appenderla, gli era caduta su un piede… Gasparovic ha spiegato che il suo rapporto con l’arte ha anche un aspetto personale e artigianale: da anni infatti lui dipinge e ha partecipato nel corso del tempo a svariate mostre collettive. In particolare, ha raccontato di una tela che dipinse a olio poco tempo fa, il ritratto di un calderaio. Il lavoro gli riuscì niente male, ha detto, e quando la moglie la vide ne fu entusiasta. Salvo, poco dopo, cambiare parere e dirgliene letteralmente “di tutti i colori”. Il Presidente, preso dalla foga artistica, aveva dipinto anche il bordo del tavolo, e proprio lì la moglie si era seduta sporcando il tailleur nuovo. Inconvenienti dell’arte, si è scusato Gasparovic… Che ha ammesso di essere molto soddisfatto delle quotazioni che hanno ora i suoi quadri. Anche se non è certo che dipendano dalla bontà del suo lavoro, ma forse più dalla funzione di Capo dello Stato che esercita al momento… diceva, scherzando. E si è detto preoccupato per quando tornerà a vita privata, le sue quotazioni crolleranno certamente, ha notato sornione. Ma per il momento si prende qualche soddisfazione, come quella di far ingelosire un amico pittore accademico per gli incassi sempre migliori dei suoi che il Presidente ottiene alle aste benefiche.

La delegazione italiana nell'atrio del Palazzo Presidenziale

Sentita la vena artistica del Presidente, il direttore della Scuola Aldo Gerussi, parte della delegazione italiana, ha proposto un’idea che Gasparovic ha subito accettato: il Presidente fornirà un suo bozzetto per la creazione di un mosaico da fa realizzare alle allieve della Scuola, la cui vendita sarà devoluta interamente alla Casa del Buon Pastore.

Il Presidente ha anche mantenuto la sua promessa: ai presenti è stato davvero offerto il caffè… oddio, per quanto buono, era sempre un caffè slovacco… Grande la soddisfazione di chi ha lavorato duro perché l’iniziativa andasse in porto. Iniziativa che ha dimostrato di poter essere un esempio da seguire e ripetibile anche in futuro.

(Pierluigi Solieri)

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