I caduti italiani commemorati ieri a Samorin e Petrzalka

Il primo segretario Roberto Rizzo al cimitero di Kopcianska

Si sono tenute ieri 1° novembre in Slovacchia due cerimonie di commemorazione per soldati deceduti in questo Paese nel corso delle guerre mondiali. Le due celebrazioni hanno avuto a che fare anche con l’Italia: anche militari italiani, infatti, sono stati tumulati in Slovacchia nel corso degli anni di guerra e del periodo immediatamente successivo; per quanto riguarda gli italiani, ci riferiamo in particolare alla Grande Guerra, e i decessi furono per lo più dovuti a malattie ed epidemie che indebolirono i prigionieri ricoverati negli ospedali locali (allora nel territorio austro-ungarico), fino a spegnere le vite di molti di loro.

Il cimitero militare di Kopcianska a Bratislava (foto_bsk-sk)

La cerimonia che si è tenuta presso il cimitero di guerra di Kopcianska ulica, nel quartiere di Bratislava-Petrzalka, è stata più diplomatica e istituzionale, con la partecipazione di membri della Regione di Bratislava, Governo e Parlamento (il Governatore Pavol Freso e il Ministro della Giustizia Lucia Zitnanska per fare due nomi), oltre a membri, civili e militari, delle Ambasciate di riferimento dei 331 soldati qui sepolti sotto altrettante croci bianche. Oltre agli italiani (11 militari deceduti sono di origini italiane), sono qui tumulati tedeschi, austriaci, cechi, ungheresi, jugoslavi, romeni, russi e polacchi. Presente per l’Ambasciata d’Italia era il primo segretario Roberto Rizzo, che nel suo saluto ha detto «sono qui per commemorare e onorare gli italiani morti durante le Prima Guerra Mondiale che qui riposano, che hanno combattuto e qui giacciono insieme a molti altri soldati, altri fratelli. Italiani che hanno combattuto per opposti schieramenti, l’Austria-Ungheria ed il Regno d’Italia, ma che hanno sempre creduto in profondi ideali di patria, libertà ed onore». Rizzo ha voluto ringraziare chi si è occupato della riapertura del piccolo cimitero dedicando molto tempo alle spoglie di coloro che vi sono tumulati. In questo luogo, ha notato Rizzo, è importante tenere bene a mente «l’importanza della pace tra le nazioni e i grandi passi avanti compiuti dall’Europa in questi decenni. Per dire ad alta voce “non più guerre in Europa” ed augurarci insieme di crescere più forti ed uniti….anche grazie a questi soldati che hanno dato la loro vita».

La banda alla commemorazione di Samorin

Più popolare invece la cerimonia di Samorin (regione di Trnava), dove accanto a istituzioni e cittadini locali erano presenti i diplomatici delle Ambasciate di Italia e Russia, paesi che hanno due aree riservate nel cimitero cittadino ove sono tumulati in maniera anonima centinaia di soldati. Gli italiani registrati qui sono 1992, e provenivano da tutte le regioni italiane. Oltre al primo segretario Roberto Rizzo è intervenuto a Samorin anche il generale di brigata aerea Roberto Azzolin, addetto militare presso l’Ambasciata di Vienna e responsabile anche per Slovacchia e Ungheria. Anche il generale si è dimostrato grato al Sindaco della cittadina, Gabriel Bardos, per la cura che viene data al monumento agli italiani a Samorin. Il Sindaco informava infatti che quest’anno sono state ripulite le catene che circondano il quadrante italiano ove sono tumulati 1.992 soldati di nazionalità italiana. Questa cura per i luoghi di sepoltura militari, ci ha detto Azzolin, sono comuni anche ad altri paesi della regione, con persone che riservano amore e dedizione anche ai soldati stranieri ex nemici, cosa che in Italia, dice, si fa molta fatica a garantire, anche considerata la grandissima scarsità di fondi a disposizione.

Il pubblico, folto, ha seguito i movimenti delle delegazioni nella posa di corone, guidate dalla banda cittadina. Il „quadrante italiano“ del cimitero cittadino di Samorin, ultimato presumibilmente nel 1923 con un cippo che i prigionieri liberati di ritorno alle loro case in Italia dedicarono ai compagni morti, è stato visitato nel 2002 dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi nel corso della sua visita ufficiale nel Paese. Il monumento recita „L’Italia ai suoi caduti in Slovacchia“. Per chi avesse interesse, a questo link è disponibile l’intero elenco: http://www.gualdograndeguerra.com/images/stories/pdf/samorin.pdf.

Samorin, la posa di fiori al monumento agli italiani

Il cimitero militare di Kopcianska a Petrzalka (unico del suo genere nella regione di Bratislava), è stato creato durante la prima guerra mondiale nel 1916 come complemento a un ospedale militare dove erano trattati soldati gravemente feriti. Il completamento dei cimitero risale al 1922 e vi sono sepolti 331 soldati di varie nazionalità, poi fu utilizzato anche durante la seconda guerra mondiale. I cittadini di Bratislava sanno poco di questo luogo, perché è sito lungo la linea di confine tra Slovacchia e Austria, ad appena una cinquantina di metri dal territorio austriaco. Una linea che negli anni della guerra fredda era assolutamente off-limits per chi non fosse militare comandato al controllo del confine cecoslovacco con l’Occidente (e dunque al tempo stesso cortina dell’intero blocco comunista). Il cimitero era stato abbandonato da tempo quando, nel 2005, iniziò il suo recupero, terminato nel 2009, grazie ad una associazione locale. Al lato nord del cimitero sorge un grande bunker militare, denominato in codice BS8 (parte di una linea di 15 bunker di difesa su tutto il confine di Bratislava con l’Austria), costruito nella seconda metà degli anni Trenta contro la minaccia della Germania nazista, che è oggi sede di un museo. Il rifugio, e così gli altri 11 tutt’ora esistenti, è sottoposto ad un programma di salvaguardia di attivisti e amatori quale memoria storico-militare del Novecento. Il bunker è aperto i giorni feriali dalle 14:00 alle 20:00, il sabato e i festivi dalle 10:00 alle 20:00. Ulteriori informazioni: http://bs8.yw.sk/.

Il bunker BS8 di Kopcianska a Bratislava

(La Redazione)

(fotografie di Franco Wendler e di BSK.sk)

7 comments to I caduti italiani commemorati ieri a Samorin e Petrzalka

  • PULEO

    So’ che il mio bisnonno è sepolto nel cimitero di Samorin, sono molto grata per la commemorazione effettuata.

  • Lorenzo Cappellari

    Buonasera! A 98 anni di distanza dalla fine della Grande Guerra, dopo ricerche negli archivi storici, sono riuscito ad avere notizie del bisnonno di mia moglie, il sold. Luigi Buzzi fu Antonio, deceduto in prigionia il 24 Genn. 1918 e sepolto nel cimitero di Samorin (tomba 677). Chiedo se il numero corrisponde effettivamente ad un tomba singola oppure se gli italiani hanno una sepoltura comune anonima. Nell’elenco dei nominativi prima della data di morte è riportato la dicitura “holic”. Mi potreste dire il significato? Ringrazio per l’attenzione.
    Cordialmente
    Dott. Lorenzo Cappellari

  • Redazione

    Buonasera. Le salme hanno sepoltura comune e anonima in rettangolo di terreno all’interno del cimitero comunale di Samorin, dove a lungo era segnalata solo con un cippo dell’epoca. Trattandosi di soldati deceduti in stato di prigionia, è ragionevole pensare che quella dicitura indichi un centro di detenzione o una struttura ospedaliera di Holíč, località oggi nella parte settentrionale della regione di Trnava al confine con la Repubblica Ceca. https://it.wikipedia.org/wiki/Hol%C3%AD%C4%8D

  • Lorenzo Cappellari

    Buongiorno! Ringrazio per la risposta e sto continuando la ricerca sui cittadini ferraresi sepolti a Samorin. Nel PDF reperibile in rete purtroppo manca la pag. 24 dove appunto sono registrati tre soldati di origine ferrarese come si evince dalla pag. 25. Sarebbe possibile recuperare le pagina mancante?
    Ringrazio per l’attenzione.
    Cordialmente
    Dott. Lorenzo Cappellari

  • Redazione

    Buongiorno, abbiamo chiesto per quella pagina 25, forse riusciamo a recuperarla questa settimana

  • Redazione

    Signor Cappellari, le abbiamo scritto in privato con un elenco forse completo

  • marina

    Io sono andata al cimitero di samorin dov e’ sepolto lo zio di mio papà. Si’ purtroppo e’ una fossa comune (risale agli anni Ottanta).

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