Banche slovacche offrono depositi lucrosi per riprendersi da perdite greche, ma le aziende hanno crediti impagati da 6 mesi

Le banche in Slovacchia stanno offrendo ai clienti tassi di interesse più interessanti, ha scritto la scorsa settimana il quotidiano Pravda, e secondo gli esperti la cosa era da riferirsi alla preparazione del bail-out della Grecia con il taglio del 50% del debito. L’intenzione era di attirare i risparmiatori con l’apertura di conti di deposito più succosi, data la necessità di liquidità che anche qui il sistema bancario si trova ad avere. È quello che pensa, per esempio il direttore di Symsite Research, Vladimir Dohnal. Per esempio, AXA Bank offre ai clienti un tasso del 2,35% di interesse annuale per chi lascia i risparmi almeno un anno, che comprende un bonus dello 0,35% per chi non ritira prima il denaro.

Secondo gli analisti, gli interessi attuali sui conti deposito sono già al loro massimo, dunque non è pensabile un ulteriore incremento. Le banche slovacche hanno in carico circa mezzo miliardo di euro di titoli emessi dal Governo di Atene. Un taglio del 50% significa la perdita immediata di circa 250 milioni di euro. Secondo la Banca Centrale Slovacca (​​NBS), il settore bancario in Slovacchia è comunque in buona salute, e l’esposizione complessiva delle sue banche verso la Grecia rappresenta meno dell’uno per cento del patrimonio del settore bancario slovacco. Oltre alla svalutazione del debito greco, tra le principali conclusioni del vertice della Zona Euro della scorsa settimana vi è anche la necessità di ricapitalizzare le banche con un rapporto patrimoniale al 9% delle attività di rischio. Tutte le banche in Slovacchia, dice NBS, già soddisfano questo requisito.

I problemi finanziari della Grecia stanno influenzando anche l’attività delle aziende slovacche che esportano nel Paese del Mediterraneo. Molti si lamentano di dover aspettare troppo tempo per vedersi pagate le proprie fatture. «Non conosco un‘azienda che non ha problemi con i suoi partner commerciali greci in questo momento», ha detto al quotidiano Hospodarske Noviny Miroslav Halimovic, direttore della società di logistica Slovfracht. I suoi clienti di solito pagano le fatture entro 30 giorni, o si accordano al massimo su un termine di sessanta giorni. Nel caso dei clienti greci, invece, il periodo di attesa si allunga, e i molto. «Abbiamo crediti aperti da 180-200 giorni», ha detto Hamilovic. Anche la nota azienda slovacca di lavorazione del vetro Slovglass, che ha da poco attraversato un periodo molto difficile ed è stata rilevata sull’orlo del fallimento da una società tedesca, ha ammesso di avere gli stessi problemi con i greci.

(La Redazione)

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