Erste: gli slovacchi risparmiano e impiegano i soldi in conti deposito e risparmio pensionistico

In una ricerca condotta da TNS per conto del gruppo bancario Erste risulta che gli slovacchi hanno una delle tendenze al risparmio più alte nella CEE, e assieme ai cechi riuscirebbero a mettere da parte circa 90 euro al mese, più di quanto fanno ungheresi e ucraini con solo 40-50 euro al mese, che però sono quelli che hanno avuto la maggior crescita nella propensione al risparmio. I tedeschi, comunque, sono i campioni in Europa con 180 euro risparmiati ogni mese, seguiti da austriaci (168) e britannici (160).

Diversi nei vari paesi i metodi di investimento dei soldi risparmiati. Se ben l‘86% degli austriaci hanno conti di risparmio e la metà dei cechi si affidano a programmi di risparmio immobiliare (in Austria anche di più, il 64%), in Slovacchia il maggior gruppo di risparmiatori si concentra sui conti deposito (oltre la metà dei rispondenti) e sul risparmio pensionistico.

«La maggior parte delle persone in Europa centrale e orientale mettono soldi da parte come rete di salvataggio per situazioni di emergenza, e circa il 50% di austriaci, cechi, slovacchi e ungheresi risparmiano anche per la vecchiaia», spiega Martin Skopek, consigliere di Erste Group per il retail. Circa i tre quarti degli slovacchi, e lo stesso vale per cechi e austriaci, risparmiano per fare acquisti di piccole o grandi proprietà più tardi, o per le ristrutturazioni della casa, mentre la percentuale è molto più piccola in Ungheria e Ucraina (40% e 49%).

C’è un orientamento complessivamente ottimista per il risparmio nell’Europa centro-orientale, con i tre quarti circa di austriaci, slovacchi, cechi e ucraini che prevedono di mantenere in futuro il loro livello di risparmio almeno pari a quello presente. Gli ungheresi sono invece i più pessimisti: il 43% degli intervistati prevede di risparmiare meno nei prossimi cinque anni, conclude Škopek.

Le interviste sono state realizzate su quasi tremila persone in Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Ucraina tra luglio e agosto di quest’anno.

(La Redazione)

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