Gasparovic scioglie l’Esecutivo e lo rinomina subito pro tempore con poteri limitati

Ieri pomeriggio il Presidente slovacco Ivan Gasparovic ha deposto il Primo Ministro Iveta Radicova e un minuto dopo l’ha rinominata nello stesso ruolo allo scopo di traghettare il Paese fino al prossimo appuntamento elettorale anticipato del 10 marzo 2012 che eleggerà un nuovo Parlamento, dal quale scaturirà un nuovo Governo. L’azione del Presidente (di prolungamento nei fatti del mandato della Radicova) è stata resa possibile da un emendamento alla Costituzione slovacca approvata dai deputati in larga maggioranza lo scorso venerdì, che era stato ratificato in via definitiva nella giornata di lunedì con la firma del Presidente.

Il mandato di questo Governo, tuttavia, sarà limitato, potendo soltanto gestire in maniera indipendente i suoi poteri costituzionali. Qualunque altro provvedimento che si vorrà far approvare nel corso di questi cinque mesi dovrà prima passare l’esame del Presidente della Repubblica, caso per caso. Per esempio, rientrano in questo ambito le decisioni sostanziali che il Governo potrebbe prendere in questo periodo su misure economiche e sociali, politica interna ed estera, e le amnistie. Non potrà inoltre nominare e revocare membri del Consiglio giudiziario e negoziare trattati internazionali. Il Governo potrà però continuare la preparazione e approvazione del bilancio dello Stato, prendere decisioni sui progetti di legge e sui decreti attuativi. Potrà dichiarare guerra, indire ordini di mobilitazione generale, e annunciare lo stato di emergenza.

Se non si fosse provveduto alla modifica costituzionale, il Presidente avrebbe dovuto dismettere il Governo e cercare una soluzione diversa, incaricando un leader politico di formare un nuovo Governo provvisorio, preparare un programma e presentarlo in Parlamento per ottenere la fiducia, il che è parso impossibile vista la posizione rigida al riguardo del partito liberale SaS e della formazione di opposizione Smer-SD.

Nel frattempo Iveta Radicova, vicepresidente del suo partito SDKU ha confermato ieri che non intende essere il candidato Pemier per le elezioni di marzo, annunciato ufficialmente la sua decisione dopo la riunione di ieri del presidium del partito, negando l’intenzione di lanciare un nuovo partito politico. La Radicova, nonostante tutto, rimane la figura più popolare all’interno di SDKU e dell’intero arco politico di centro-destra, e molti analisti le danno ottime chances nel caso si presentasse al voto con un suo partito politico. È anche troppo presto, ha detto ieri, fare previsioni per le prossime elezioni presidenziali che si dovrebbero tenere nel 2014 (aveva già partecipato a quelle del 2009 portando Gasparovic al ballottaggio).

Preoccupati gli altri leader del centro-destra per la decisione della Radicova di ritirarsi. Bugar di Most-Hid lamenta la perdita di una politica molto popolare tra la gente. Figel di KDH è dispiaciuto perché la Radicova aveva portato nel Governo e nel Parlamento una trasparenza e un fervore contro la corruzione esemplari. Anche Sulik di Libertà e Solidarietà (SaS) ha ricordato questa sua ultima caratteristica.

Secondo l’analista politico Pavel Haulik, sentito da Tasr, il partito SDKU non perderà consensi dopo la rinuncia di Iveta Radicova. «C’è stata una assoluta unità nel partito sul tema del fondi di salvataggio europeo EFSF tra la Radicova, Mikulas Dzurinda e Ivan Miklos», ha detto. È vero che SDKU potrebbe perdere alcuni elettori che non si identificano con il programma del partito ma lo avevano votato grazie alla simpatia per la Radicova (aveva ricevuto quasi un milione di voti alle presidenziali del 2009), secondo Haulik, ma se il partito ha un calo significativo di voti non sarà a causa della sua partenza. In ogni caso, ha detto, aspettiamo i sondaggi di opinione di novembre. D’altro canto, ha detto, lo Smer-SD metterà «quasi certamente» a segno un buon risultato. L’unica domanda è se sarà in grado di formare il Governo da solo oppure no. Il centro-destra, invece, ha una situazione più complicata, in quanto «ancora non si sa come gli elettori valutano il comportamento dei singoli partiti nella caduta del Governo e nel voto sul Meccanismo europeo di stabilità finanziaria (EFSF)».

(Fonte Webnoviny)

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