Radicova: situazione critica della Zona Euro, quanche stato potrebbe sparire dalla mappa UE

Al rientro dal vertice UE di sabato e domenica, la Premier slovacca Iveta Radicova Radicova ha affermato che i singoli Stati dell’Unione Europea non vogliono modificare il Trattato di Lisbona, nemmeno quale una delle possibili soluzioni alla crisi del debito della Zona Euro. I leader dell’Eurozona cercano i modi meno dolorosi per aiutare la Grecia, ma la situazione non è soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda le riforme, i processi di privatizzazione e il consolidamento delle finanze pubbliche, ha detto la Premier. Una possibile soluzione comporta la bancarotta gestita del Paese egeo, così che gli effetti e gli impatti sul resto del settore finanziario europeo sarebbero i minori possibile, «perché ce ne saranno», ha avvertito. «La situazione è molto grave. Non voglio esagerare, ma entro pochi giorni, forse settimane, se non si prende una decisione radicale, alcuni stati potrebbero essere cancellati dalla mappa dell’Europa, mentre gli altri dovranno fronteggiare gravi problemi economici», ha detto la Radicova. Il coinvolgimento della Banca centrale europea (BCE) potrebbe causare un’alta inflazione; e al contrario, se non c’è la BCE, potrebbe aumentare il tasso di disoccupazione, ha detto la Radicova, sottolineando che per lei è preferibile evitare la crescita della disoccupazione.

Intanto, ha spiegato la Premier, almeno il 50% dei debiti della Grecia dovrà essere cancellato, e non più il 21% come si diceva. Anzi, «la domanda è quanto oltre il 50%». La Slovacchia si trova d’accordo con questa opzione radicale, ha detto, ma sarà ferma nel rifiutare qualunque aumento delle garanzie nel fondo di salvataggio, quel famigerato EFSF che è stato la ragione per la caduta del suo Governo due settimane fa. Sul salvataggio delle banche, molti dei partecipanti al vertice hanno sottolineato una posizione chiara: per prima cosa le banche devono usare le loro risorse interne, poi un’eventuale assistenza dovrà essere fornita dai singoli Governi europei, e solo come ultima risorsa si ricorrerà al Meccanismo europeo di stabilità finanziaria (EFSF). La Francia, invece, i cui istituti si sono esposti molto nei confronti dei titoli di Stato greci (come del resto accaduto in Germania) spinge per un uso preventivo dell’EFSF. La Radicova rifiuta l’opzione di dare un assegno in bianco in mano alle banche, però, considerando l’idea come totalmente irresponsabile.

Il vertice UE di sabato e domenica, nel quale l’Italia è stata strigliata per bene, non ha portato a risultati concreti, come del resto molti si attendevano. I leader della Zona Euro torneranno a discutere in una nuova riunione domani, dove hanno costrettao proprio l’Italia a presentarsi con un compito nient’affatto facile, una manovra decisiva e definitiva per dare un cambio di rotta non temporaneo alla situazione critica del nostro Paese.

In generale, la Radicova ha espresso l’atmosfera a Bruxelles come un gioco di gesti, più che di parole. In particolare, ha detto, tre sono stati gli atteggiamenti più frequenti tra i presenti alla riunione: la testa tra le mani, le mani sulla bocca, e la testa reclinata a fissare sconsolati il pavimento. Insomma, ha detto, «in altre parole, la situazione è davvero grave».

(La Redazione)

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