KDH punta a risultato a due cifre nelle prossime elezioni anticipate, e non rifiuta alleanza con Smer

In vista della campagna elettorale per il prossimo marzo, il Movimento Cristiano Democratico (KDH) prevede un’alleanza con SDKU-DS e Most-Hid, il che sarebbe la soluzione più naturale, ma non esclude a priori di poter collaborare anche con i socialdemocratici di Smer-SD, come ha detto sabato il leader KDH Jan Figel dopo una riunione del consiglio di presidenza straordinario del partito in vista dell’appuntamento elettorale. «Le nostre opinioni sulla Slovacchia e il mondo differiscono dalle loro anche significativamente in molti campi, ma abbiamo trovato accordo in alcune aree» di intervento, ha detto Figel. Del resto, ha ricordato, Libertà e Solidarietà (SaS) si è notevolmente squalificato da qualsiasi possibile cooperazione rovesciando il Governo.

Secondo Figel, KDH ha l’ambizione di raggiungere un risultato a due cifre alle elezioni anticipate del 10 marzo, e diventare uno dei tre partiti più forti in Parlamento. I Cristiano Democratici intendono rappresentare un’alternativa al populismo, sia di sinistra che di destra. «La gente ha bisogno di medici durante le crisi, non di intrattenitori», ha detto Figel.

Riguardo i recenti sviluppi, Figel ha ricordato le due settimane trascorse dalla sfiducia data dai liberali di Libertà e Solidarietà al Governo, evento che ha “scosso” il Paese, ha detto, esprimendo soddisfazione per la soluzione di compromesso trovata giovedì scorso per il proseguimento dell’attività del Governo fino alle elezioni, il che, ha detto, è anche il «risultato degli sforzi di KDH per riportare stabilità», ha detto Figel. Pur ammettendo che la modifica alla Costituzione per superare la crisi, approvata dal Parlamento a larghissima maggioranza venerdì, non offre molta libertà al Governo, questi deve guardare ai problemi del Paese, e certo non solo «mantenere la luce e il riscaldamento accesi nel Palazzo» fino alla primavera, ha ammonito Figel. Il fatto che per qualunque manovra il Governo sarà obbligato a chiedere l’ok del Presidente Ivan Gasparovic, «sarà una nuova esperienza», ha detto Figel, che non inficerà la capacità dell’Esecutivo di fare proposte.

(La Redazione)

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