Il Parlamento slovacco ha modificato la Costituzione per risolvere la crisi e prolungare il Governo Radicova

Nel tardo pomeriggio di venerdì 21 ottobre il Parlamento slovacco ha approvato l’emendamento costituzionale che consentirà al Presidente Gasparovic di autorizzare il Governo di Iveta Radicova a rimanere in carica in un ruolo di transizione fino a quando non verrà formato un nuovo Esecutivo dopo le elezioni anticipate del marzo 2012. Il mandato di questo Governo, comunque, sarà limitato. Sui 150 membri del Parlamento, 139 hanno votato a favore del progetto di modifica costituzionale (ne erano necessari 90). Una volta firmato in legge dal capo di Stato, il provvedimento entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Il Governo potrà in questo modo eseguire autonomamente solo i suoi poteri costituzionali. L’applicazione di poteri derivanti da altre leggi dello Stato richiederà l’approvazione preliminare da parte del Presidente, caso per caso. L’Esecutivo provvisorio non passerà decisioni sostanziali di misure economiche e sociali, politica interna ed estera e sulle amnistie. Non sarà autorizzato a nominare e revocare i membri del Consiglio giudiziario e a negoziare trattati internazionali, ma potrà continuare nella preparazione e approvazione del bilancio dello Stato e prendere decisioni su progetti di legge. Il Consiglio dei Ministri avrà comunque le competenze per affrontare situazioni di urgenza come guerre, ordini di mobilitazione e annunci dello stato di emergenza.

Per quanto riguarda il budget dello Stato, il partito Libertà e Solidarietà (SaS), rientrato parzialmente nei ranghi con il prolungamento della vita utile di questo Governo che aveva sfiduciato, ha dato per certo il suo appoggio in Parlamento per l’approvazione del bilancio. Il suo leader Richard Sulik ha però specificato che non può garantire per i quattro deputati della fazione Gente Ordinaria, tre dei quali ancora parte del gruppo parlamentare SaS, perché il loro capo Igor Matovic, ora indipendente dopo essere stato espulso da SaS, ha precisato che la Coalizione che sosterrà il Governo provvisorio ha solo 75 voti, e non 79, in questo modo tenendosi le mani libere e mettendo un serio impedimento al raggiungimento di una maggioranza, dato che il Parlamento è composto di 150 seggi. Ma Sulik crede che Matovic non controlli gli altri tre voti dei suoi “soci”, cercando così di tranquillizzare gli altri partiti della Coalizione. Matovic dice che, per passare il bilancio, Gente Ordinaria vuole che il Parlamento congeli gli stipendi dei politici, e siano i partiti – piuttosto che i cittadini – a pagare l’organizzazione delle elezioni anticipate, che dovrebbero costare una decina di milioni di euro. È stato Matovic, del resto, a far mancare proprio il suo voto alla nomina di Jozef Kollar (SaS) alla Vicepresidenza del Parlamento la scorsa settimana, facendo fallire l’elezione e spingendo Kollar a rinunciare a ripresentare la sua candidatura. La manovra, secondo gli accordi con i colleghi della Coalizione, sarebbe dovuta essere sostenuta da tutta la maggioranza.

Per niente contento il Presidente della Repubblica della nuova defaillance di Matovic, che potrebbe mandare all’aria il piano di prolungare il Governo attuale fino a marzo. Gasparovic ha dato nella serata di venerdì un ultimatum ai partiti politici: o vi mettete d’accordo, ha detto, o prenderò io una decisione entro la settimana entrante.

(La Redazione)

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