La Slovacchia offre il suo sostegno alla Libia per le riforme del dopo Gheddafi

A poche ore dalla notizia della tragica morte dell’ex rais di Tripoli Muammar Gheddafi, il Ministero degli Esteri slovacco ha diramato una nota nella quale fa sapere che la questione più importante in questo momento è di fermare la violenza che minaccia i civili, e si propone per aiutare il passaggio del Paese ad una democrazia compiuta. «I leader del nuovo Paese e la sua gente devono indirizzarsi verso il processo di costruzione di una società pluralista e un’economia sostenibile. Su questa strada, avranno bisogno di sostegno della comunità internazionale, tra cui anche la Repubblica Slovacca», si legge in un comunicato del Ministero diramato dal portavoce Lubos Schwarzbacher. La Slovacchia, afferma il comunicato, è pronta a sostenere le riforme necessarie in Libia mettendo a disposizione la sua importante esperienza di trasformazione democratica e a sviluppare una reciproca cooperazione economica con la nuova Libia.

La Slovacchia è tra i paesi che hanno ufficialmente riconosciuto il Consiglio nazionale di transizione dei ribelli libici come Governo legittimo il 30 agosto di quest’anno. Il Paese è già stato incaricato, insieme all’Olanda, di seguire il processo di democratizzazione di un’altra delle realtà uscite dalla primavera araba, la Tunisia.

Mentre la Tunisia si è recata al voto dieci mesi dopo l’inizio della rivoluzione, e nell’attesa ci si convince sempre più che la maggioranza andrà agli islamici, è un po’ inaspettato per Europa e Stati Uniti l’annuncio del capo del Consiglio di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, che ieri aveva affermato che la Sharia sarà la base per la legge in vigore in Libia. Facendo appena qualche concessione quando ha detto in seguito che «come libici, siamo musulmani moderati».

(La Redazione)

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