Disoccupazione in Slovacchia in salita al 13,37% in settembre, la più alta dal 2005

In crescita la disoccupazione in Slovacchia in Settembre: +0,25 punti percentuali rispetto al mese di agosto, segnando un 13,37% di senza lavoro nel Paese, ha annunciato ieri il Centro per il lavoro, gli affari sociali e la famiglia (UPSVaR). C’erano più di 390.500 disoccupati registrati presso i centri di lavoro nel mese di settembre, fra i quali molti giovani che hanno lasciato la scuola (circa un quarto dei neo-iscritti). Il numero delle persone in cerca di un posto di lavoro è aumentato di quasi 6.800 rispetto ad agosto. Includendo anche chi non era immediatamente disponibile a un lavoro (come coloro in congedo per malattia o i residenti all’estero di lunga durata), il tasso avrebbe raggiunto il 14,64%, ovvero 0,24 punti percentuali in più sul mese precedente.

Si tratta del numero più alto degli ultimi sei anni, ha commentato l’analista David Derenik di UniCredit Bank, citato dall’agenzia Tasr. Secondo l’analista di Postova Banka Jana Glasova, l’aumento può essere in parte attribuito anche al numero di diplomati, che hanno ingrossato le fila dei disoccupati. Il numero dei giovani che hanno finito la scuola, registrati come disoccupati in settembre, è stato di 34.025, pari all’8,7% di tutti i 390.000 candidati al lavoro registrati. Ma il numero totale di diplomati disoccupati è calato del 3,6% su base annuale. Secondo Derenik, però, la cifra è fuorviante, perché i dati demografici mostrano un 5% di calo annuo nel numero totale di persone nel gruppo di età 15-19 anni.

Parrebbe che non ci sia alcun cambiamento positivo nei primi mesi di validità del nuovo Codice del Lavoro, ha indicato il quotidiano Sme oggi. Il Ministero del Lavoro, guidato da Jozef Mihal (SaS) ha detto che l’emendamento alla legislazione del lavoro ha bisogno di più tempo per far notare la sua efficacia. Gli analisti hanno avvertito, però, che l’emendamento potrebbe anche avere contribuito, nei fatti, ad aumentare il tasso di disoccupazione, considerando che le aziende possono avere ritardato i licenziamenti fino a quando non erano in vigore le nuove disposizioni sul fine rapporto, rendendo più semplice ed economico licenziare i dipendenti, ha spiegato a Sme Michal Paleník dell’Istituto per l’Occupazione.

(Fonte Sme)

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