Il Presidente: a Bruxelles io o la Radicova. Analisti: la Coalizione si turerà il naso con Smer

Gasparovic non ha ancora preso la decisione su quando manderà a casa il Governo uscente. E nel frattempo ha detto ieri sera che la delegazione slovacca al Consiglio europeo di Bruxelles del 23 ottobre potrebbe essere guidata da lui stesso o dal Primo Ministro Iveta Radicova, riaprendo così la questione che era ieri stata fissata dal Governo con l’incarico alla Radicova. Gasparovic sostiene per rappresentare la Slovacchia, la Radicova dovrebbe essere nominata dal Presidente, che «rappresenta la Slovacchia all’esterno e negozia e ratifica i trattati internazionali», ha detto il Presidente citando la Costituzione.

L’unica cosa certa al momento, dunque, è che «qualcuno andrà a Bruxelles», come ha specificato Gasparovic ieri in tarda serata, pur senza spiegare chi. Gasparovic sostiene che il Governo non può decidere su chi sarà presente al vertice dopo aver perso la fiducia del Parlamento. «Sarò io a decidere, non sciogliendo questo Governo», ha detto.

Il Presidente, che oggi pomeriggio deve incontrare i leader politici per capire come procedere nella crisi di Governo e cercare una soluzione, ha anche detto sempre ieri che secondo lui il protrarsi di questo Governo dimissionario fino alle elezioni anticipate di marzo non viola la Costituzione.

Mentre il partito SaS è del tutto indifferente a chi andrà a Bruxelles a dare la buona (per l’Europa ma cattiva per SaS) notizia che la Slovacchia si è allineata agli altri 16 paesi membri dell’Eurozona ratificando in corner il fondo di bail-out europeo EFSF, e i tre partiti rimanenti della Coalizione sono in blocco perché sia la Radicova a rappresentare il Paese, Robert Fico e il suo Smer-SD sostengono che l’unico rappresentante istituzionale possibile in questo momento per la Slovacchia è il Presidente della Repubblica. Al proposito, il Ministro degli Esteri Mikulas Dzurinda (SDKU) se ne è uscito con tre buone ragione per cui debba essere la Radicova a partecipare al vertice: 1) è lei che rappresenta il potere esecutivo in Slovacchia, il Presidente è in buona parte una figura di rappresentanza; 2) Dzurinda non ricorda di aver visto altri presidenti di repubblica – che non siano anche stati rappresentanti del potere esecutivo – a partecipare ai vertici UE; 3) è in gioco la buona immagine della Slovacchia ed è importante che sia il capo del Governo, pur sfiduciato, che dia un segnale importante all’estero.

Per quanto riguarda le possibili forme di un Governo a tempo, nel momento in cui il Presidente pro tempore del Parlamento Pavol Hrusovsky fissava ufficialmente la data delle elezioni anticipate per il 10 marzo 2012 dopo che il termine era stato approvato con la firma del Presidente della Repubblica, il leader di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik ha ribadito che il suo partito non darà alcun sostegno a qualunque tipo di Governo che uscirà dal cappello del Presidente Gasparovic nel momento in cui deciderà di sciogliere l’attuale Esecutivo. Ha ripetuto che la sola soluzione per “tirare a campare” e avere un sufficiente sostegno parlamentare è che i rimanenti tre partiti della Coalizione di destra si alleino con i socialdemocratici di Smer. Il nuovo Governo provvisorio, infatti, dovrà ottenere la fiducia in Parlamento con il voto di almeno 76 deputati, presentando un suo programma di Governo – per quanto ridotto.

Pur riluttanti (in particolare il maggiore dei tre, SDKU-DS), i tre partiti di centro-destra che hanno sostenuto il Governo con la fiducia stanno piano piano pensando di cambiare atteggiamento verso un’eventuale alleanza con Smer, riferisce stamattina il quotidiano Pravda. Del resto, dato che SaS si dimostra indisponibile, l’unica strada possibile rimane quella di allearsi con i nemici. Se nell’ultima campagna elettorale un po’ tutti i partiti di centro-destra avevano isolato Smer rifiutando una collaborazione, l’atmosfera di oggi è diversa, scrive Pravda. In particolare, la necessità di accordo sugli affari europei potrebbe giocare un ruolo importante nel decidere la forma del prossimo Governo. Gli analisti politici Michal Horsky e Tomas Koziak sono d’accordo che solo SaS può evitare l’alleanza con Smer. Secondo Koziak, Smer è così forte – e i partiti di destra così deboli – che escludendo Smer tutti gli altri partiti si autoescluderebbero automaticamente dal governare. Koziak aggiunto che la politica slovacca sta diventando molto più pragmatica, con decisioni viste come giusto o sbagliato, piuttosto che di destra o di sinistra.

Smer, però ancora non accetta di essere coinvolto nelle beghe interne della Coalizione di centro-destra, e non vuole finire impastoiato da una alleanza che potrebbe indebolirlo.

Nel frattempo si è iniziato a fare calcoli per le elezioni di marzo. Secondo il programma organizzativo approvato ieri dal Governo, le elezioni anticipate costeranno allo Stato poco più di 10 milioni di euro. La parte del leone i questa somma, oltre 8,6 milioni, saranno spesi per gli stipendi dei membri delle commissioni elettorali. Più di 1,5 milioni andranno all’Ufficio di Statistica per la preparazione delle elezioni e l’elaborazione dei risultati, e il resto sarà necessario per la stampa di opuscoli, schede elettorali eccetera, così come per l’organizzazione e la sicurezza.

(La Redazione)

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.