IVA, tutti lo dicono, nessuno lo ammette: probabile ulteriore aumento dell’aliquota unica

Il Governo ha promesso che l’aumento dell’aliquota unica dell’Iva dal 19 al 20% introdotto lo scorso gennaio doveva restare in vigore soltanto fino a quando il deficit del bilancio pubblico sarebbe stato riportato al livello del 3% del PIL, come necessario per il rispetto del Trattato di Maastricht. Ma con la caduta del Governo della scorsa settimana, scrive il quotidiano Pravda con richiamo anche in prima pagina, abbinato al buco di bilancio di 700 milioni di euro, stanno facendo non solo temere che la promessa di riportare l’Iva al 19% nel 2013 non venga rispettata, ma addirittura i politici stanno parlando (a bassa voce) di un ulteriore aumento dell’Iva.

Il buco attuale nel bilancio dello Stato è stato causato da una crescita economica inferiore quest’anno (e per gli anni a venire) a quanto previsto anche soltanto pochi mesi fa. Per il momento, però, non se ne farà nulla: nessun partito si assumerà il rischio di introdurre misure impopolari nel periodo pre-elettorale in vista del voto di marzo. Secondo le informazioni in mano a Pravda, i deputatu di un po’ tutto lo spettro politico si aspettano di vedere un aumento dell’aliquota Iva dopo le elezioni, anche se oggi non sono disposti ad ammetterlo in pubblico, spiegando che si tratta di una risorsa di emergenza.

Per ridurre il disavanzo ci sono anche altre possibili misure come il taglio dei fondi previsti per gli enti regionali e comunali, misura che il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU) ha spinto in Parlamento questo martedì in seconda lettura, e che prevede una riduzione delle risorse a disposizione degli enti autonomi locali di qualcosa come 250 milioni, che si vanno ad aggiungere al calo di tasse incassate a causa della crisi economica generalizzata, ma c’è ancora qualche dubbio se la legge alla fine sarà passata.

Nel frattempo, il partito di opposizione Smer-SD, con le parole del suo presidente Robert Fico, ha ammesso che qualsiasi bilancio è meglio di nessun bilancio, ma ha anche indicato che il bilancio 2012 sarà quasi certamente modificato dal nuovo Governo che uscirà dalle elezioni di marzo.

Secondo l’economista Vladimir Balaz dell’Accademia Slovacca delle Scienze (SAV), i politici dovrebbero invece aumentare le imposte sul reddito. «Io personalmente preferisco la tassazione dei dividendi», ha dichiarato Balaz, aggiungendo che la proposta di bilancio pronta per l’approvazione in Parlamento con il deficit fissato al 3,8% del PIL nel 2012 non è realistica. «Possiamo aspettarci che il deficit statale salga sensibilmente», ha detto. Se la stima della BERS si rivela corretta, il deficit potrebbe avvicinarsi l’anno prossimo anche al 6% del PIL.

(Fonte Pravda, HN)

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