Kia Slovakia prepara il terzo turno di produzione per soddisfare la domanda europea in crescita

Per soddisfare la continua forte domanda dell’attuale gamma di modelli Kia e l’aumento delle vendite proveniente dai nuovi modelli, l’impianto automobilistico Kia Motors di Zilina introdurrà un terzo turno di produzione con l’assunzione di un migliaio di nuovi dipendenti. Il processo di selezione sarà da completare entro dicembre, e i tre turni sono previsti iniziare nel primo trimestre 2012. «La creazione del terzo turno in Slovacchia è l’ultimo passo del processo di lungo termine di Kia di “glocalizzazione” – il metodo industriale che disloca la produzione a livello locale per una miglior soddisfazione di esigenze e gusti dei consumatori», è stato il commento di Hyoung Keun-Lee, vice presidente e Ceo di Kia Motors Corporation. «La forte domanda di tutti i nostri modelli e soprattutto del nostro nuovo SUV compatto Sportage, fatto in Europa per il mercato europeo, ci ha spinti a decidere di incrementare significativamente la produzione nel nostro stabilimento in Slovacchia».

L’impianto di Zilina, nato nel 2006, che recentemente ha speso un centinaio di milioni di euro per preparare la fabbrica alla produzione del nuovo modello Venga, rappresenta per la casa coreana un investimento globale di oltre 700 milioni di euro ed è tra i più moderni stabilimenti esistenti nel settore, al top anche nel rispetto ambientale, offrendo grande flessibilità produttiva per rispondere a eventuali fluttuazioni dei trend di mercato. Sportage, Venga e i tre modelli della famiglia Cee’d possono essere realizzate contemporaneamente su ciascuna delle linee di assemblaggio finale.

Lo scorso anno, Kia prodotto più di 729.000 veicoli presso le proprie strutture al di fuori della Corea. Di queste, 230.000 vengono dallo stabilimento slovacco (+52%), trattandosi per oltre la metà dei modelli Suv Kia Sportage e Hyundai ix35 (l’altra casa coreana sorella), oltre a 320.000 motori.

Kia è uno dei maggiori esportatori slovacchi, e dà lavoro attualmente a circa 3.000 persone nella zona di Zilina, con un indotto che impiega almeno il doppio del suo personale.

(La Redazione)

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