Rimane debole l’Euro. Ma non a tutti dispiace

Giornata fitta di avvenimenti ieri, alla riapertura dei mercati finanziari. Debole l’Euro, scambiato intorno a quota  1,318 sul dollaro. Deboli i  bonds della Grecia, come se il piano di salvataggio non avesse convinto. O forse è la speculazione che preme per poi ricomprare a rendimenti da terzo mondo. Forti, invece, le parole del Governatore Draghi che, in sintonia con la cancelliera di Ferro Angela Merkel  avverte la necessità di riformare i controlli, per evitare nuovi casi “Grecia”. E, con linguaggio neanche tanto diplomatico, ipotizza che anche altri Governi Ue possono avere “abbellito” i loro conti. Portogallo e Spagna si affrettano a dire quanto da loro va tutto bene. Ma, in questi casi, parlare è un’arma a doppio taglio. E mentre il Wall Street Journal fa i conti e scopre che i 110 miliardi di Euro basteranno a condizione che, entro la fine del 2011, la Grecia ritrovi la capacità di emettere titoli “appetibili”, i moralisti discutono sull’onerosità dei tassi, “scoprendo” che Germania, Francia ed Italia ne usciranno con un profitto netto, dato dal differenziale tra tasso passivo –al quale faranno raccolta per finanziare e salvare la Grecia- e tasso attivo (il rendimento, cioè il conto da presentare ad Atene). E poi, ci sono i benpensanti che ipotizzano di azzerare il debito della Grecia, come si sta facendo per i Paesi in via di sviluppo. Ed ancora la marina in corteo, con i piloti militari in “aspettativa”, al fianco dei sindacati. Almeno, lasciatecelo dire, non sembrano i figli del “regime dei colonnelli”.

(Ettore Bellucci)

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