Radicova da Gasparovic, prossime le dimissioni del Governo e un nuovo incarico

Il Primo Ministro slovacco Iveta Radicova ha incontrato oggi il Presidente Ivan Gasparovic appena rientrato la notte scorsa da un viaggio nell’Asia sud-orientale che ha dovuto accorciare per la crisi di Governo scoppiata a Bratislava. Poco dopo le 11 di stamane, la Radicova è uscita dal Palazzo presidenziale evitando i giornalisti e senza dire una parola. Nemmeno il suo ufficio stampa ha saputo dare dettagli del dialogo tra i due rappresentanti istituzionali.

Ci si attendeva che la Premier avrebbe chiesto al Presidente di licenziare i quattro ministri di Libertà e Solidarietà (SaS), come avevano rivelato ieri all’agenzia Tasr fonti vicine alla Coalizione. Ci si attendeva anche che Gasparovic l’avrebbe accontentata, chiudendo il termine del Governo per metterne in pista una nuova versione con il mandato specifico di traghettare la gestione dell’amministrazione dello Stato fino alle elezioni del 10 marzo. E i ministeri che oggi sono di competenza di SaS (Economia, Lavoro, Difesa e Cultura) si sarebbero dovuti ripartire tra gli altri partiti della Coalizione.

Più tardi si è saputo, con un annuncio di Gasparovic, che non era ancora stato preso alcun provvedimento ma che il Presidente intendeva licenziare il Governo presto. La Costituzione, ha detto Gasparovic, non gli permette di fare altro che respingere il Governo dopo che il Parlamento gli ha dimostrato la sfiducia. «Convocherà i presidenti di tutti i partiti parlamentari per concordare altre iniziative da lunedi, per capire se qualcuno sarà in grado di formare un nuovo Governo che avrà il sostegno di una maggioranza in Parlamento, o se arriverà invece un accordo su un Governo di minoranza. È possibile anche arrivare a nominare un Governo di transizione», ha comunicato Gasparovic, che comunque ha lasciato intendere che probabilmente non nominerà gli stessi ministri dell’attuale Governo. Prima di incontrare la Radicova, Gasparovic aveva incontrato il leader dell’opposizione Robert Fico (Smer-SD) su richiesta di quest’ultimo.

Ma ieri notte Ivan Miklos (SDKU-DS) ha escluso con fermezza, parlando alla tv STV, ogni collaborazione con l’opposizione dopo le nuove elezioni, ricordando che il divieto è sancito dalle linee generali del partito per il periodo 2010-14. Il che vuol dire che ci vorrebbe un Congresso straordinario (il prossimo si tiene fra tre anni, dopo quello del 2010), cosa improbabile, ma in ogni caso Miklos ha affermato che «io personalmente sono contro».

D’altro canto, Miklos ha ammesso l’impossibilità di accordarsi con Libertà e Solidarietà (SaS). «Questo partito ha zero possibilità di coalizione per almeno uno o due termini elettorali», ha stabilito Miklos. Il presidente di SDKU, Mikulas Dzurinda, mercoledì non aveva comunque escluso una collaborazione con Smer.

Robert Fico ha poi chiarito oggi, dopo il suo colloquio con Gasparovic, che Smer-SD rimane all’opposizione fino alle elezioni anticipate. Fino ad allora, ha detto, il Paese deve essere retto da un Governo provvisorio con Iveta Radicova (SDKU-DS) o che comunque goda del sostegno della maggioranza in Parlamento. Se l’opzione sarà quella di un Governo a tre di minoranza (SDKU-DS, KDH e Most-Hid), Smer non ne farà parte. E Fico non è d’accordo con la possibilità di nominare un Governo di transizione, che Gasparovic invece ritiene valida. «Non posso immaginare che si raggiunga un consenso per sostenere un Governo di tecnocrati», ha detto.

(La Redazione)

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