L’indice di corruzione slovacco migliora leggermente, peggiorano Cechia, Ungheria, Italia e Usa

In base all’indice di Transparency International, la corruzione per il 2010 in Slovacchia ha raggiunto i 4,3 punti, dove un risultato di 10 punti significa il minimo della corruzione di un Paese, anzi, che il Paese è libero da corruzione. La Slovacchia è così più o meno a metà della tabella che indica il livello di corruzione percepito dalla gente, migliorando di 0,1 punti rispetto alla classifica dello scorso anno. Tanto per fare un confronto, l’Italia è ancora più giù della Slovacchia, e si trova a 3,9 punti, nella zona rossa di livello di attenzione. Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore guidano la lista dei paesi più onesti con 9,3 punti, e subito dopo troviamo Finlandia e Svezia a 9,2 punti.  All’altro capo dell’elenco c’è la Somalia, il Paese più corrotto del mondo con 1,1 punti, e poco più sopra Afghanistan, Myanmar, Irak, Sudan, ma anche paesi considerati più civili come Uzbekistan e Turkmenistan.

Per aumentare la trasparenza delle attività imprenditoriali e ridurre il livello di pratiche sporche, oltre alle regole interne delle banche è necessario impostare anche regole ad un più ampio livello di società intera, dice il rapporto appena pubblicato da Transparency International.  Tra i paesi che hanno visto un deterioramento delle condizioni di impresa e di corruzione, è scritto, ci sono la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Grecia, ma anche l’Italia e gli Stati Uniti.

«Vediamo un grave problema nel settore della esecutività del diritto, e in particolare nella legislazione in materia di insolvenza, cioè per quanto riguarda fallimenti e ristrutturazioni, e nelle pratiche applicate dai tribunali», ha detto Jozef Barta, direttore generale di UniCredit Bank Slovakia, commentando la situazione della Slovacchia. Barta ha notato che si nota una tendenza ad un cambiamento positivo nella legislazione slovacca, e ha sottolineato quanto il miglioramento delle condizioni può contribuire ad un contesto aziendale trasparente e alla fine anche essere una spinta per l’economia, riducendo i costi dei finanziamenti.

(Fonte Sario)

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