Accordo tra Smer e il trio di Coalizione: elezioni anticipate nel marzo 2012

Il leader del maggior partito di opposizione Smer-SD, Robert Fico, ha concordato ieri con i presidenti dei partiti della Coalizione SDKU, KDH e Most-Hid di fissare le elezioni parlamentari anticipate per il 10 marzo 2012. L’accordo, ha detto Fico ai giornalisti, è servito per assicurare la ratifica del fondo EFSF e i provvedimenti collegati. Oggi stesso sarà inviato al Parlamento un progetto di legge costituzionale per chiudere anticipatamente il termine elettorale corrente, in modo da poter procedere con le nuove elezioni a marzo. Dopo la sua approvazione, i deputati discuteranno dell’EFSF, per il quale il partito di opposizione Smer garantirà il suo appoggio, colmando così il gap di ratifica che era stato già assicurato dagli altri sedici stati membri dell‘Eurozona. Sempre ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato nuovamente gli annessi del  trattato che stabiliscono l’incremento delle risorse del Meccanismo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), pronti per essere di nuovo presentati al Parlamento oggi per la loro approvazione. La proposta di approvazione dell’EFSF che torna all’Assemblea è esattamente la stessa che era stata bocciata martedì.

Fico ha affermato di non volersi occupare di come gestiranno tra di loro i quattro partner della Coalizione dopo la sfiducia di martedì al Governo. «Cosa farà il quartetto è un problema loro. Loro saranno responsabili di governare fino al 10 marzo», ha detto, confermando la sua indisponibilità a far parte di una Coalizione di Governo soltanto dopo le elezioni. Fico ha anche escluso l’interesse di Smer ad occupare la sedia di capo del Parlamento, nemmeno nel caso che l’attuale Presidente Richard Sulik venga sfiduciato e rimosso dallo stesso Parlamento.

Dunque, il Governo di Iveta Radicova – pur azzoppato – è destinato a proseguire la sua attività fino alla primavera, ma probabilmente subirà qualche forma di maquillage. Prima della decisione comune sulla data delle elezioni, si erano sentite alcune voci, da entrambe Coalizione e opposizione, dell’opportunità che a gestire questi mesi di crisi fosse stata una formazione di Governo bipartisan, con membri dell’una e l’altra sponda politica.

Dopo il Consiglio dei Ministri di ieri pomeriggio, i leader del trio della Coalizione (SDKU-DS, KDH e Most-Hid), che hanno sostenuto il fondo di salvataggio nel voto parlamentare di martedì, non hanno voluto fare speculazioni sul fatto che sarà o meno la Premier Iveta Radicova a guidare il Governo fino alle elezioni anticipate del 10 marzo. «Per quanto riguarda il Governo, il suo destino sarà anche nelle mani del Presidente», come da Costituzione, ha detto Jan Figel dei Cristiano Democratici (KDH).

I tre leader della Coalizione non hanno nemmeno specificato se i quattro ministri del partito SaS – la formazione che ha fatto cadere il Governo con la sfiducia di martedì – saranno ancora membri di un possibile rimpasto di Governo. Secondo il presidente di SDKU-DS, Mikulas Dzurinda, è tutto nelle mani del Primo Ministro Iveta Radicova. Figel trova strano che „uno fa cadere il Governo e poi fa finta che non sia successo nulla“.

Per quanto riguarda l’operatività del Governo e Parlamento fino a marzo, Jan Figel, leader di KDH, ha detto ieri che «cercheremo il sostegno di ciò che è passabile in Parlamento con proposte e discussioni», parlando in particolare del bilancio 2012, ma lasciando intendere un discorso a più ampio raggio. Ci sono alcune questioni, ha detto, sulle quali si può ottenere un largo appoggio, come ad esempio la tassa speciale sulle banche approvata dal Governo il giorno stesso.

Il leader SDKU-DS Mikulas Dzurinda ha fatto notare che le proposte che saranno presentate in Parlamento non vanno in contrasto con le linee del programma del Governo, e quindi ci si aspetta che siano votate anche da SaS. «Questa è però una nuova situazione, abbiamo bisogno di tempo per adattarci ai nuovi equilibri e metterci d’accordo almeno sulle questioni fondamentali», ha detto il Ministro degli Esteri.

Se il Parlamento approva la proposta con almeno 90 deputati (la maggioranza costituzionale qualificata), questa sarebbe la terza volta che si arriva ad elezioni anticipata nella breve storia della Slovacchia indipendente. La prima volta fu nel marzo 1994 quando il Governo guidato da Vladimir Meciar (eletto nel giugno 1992, prima dell’indipendenza) cadde e nel settembre successivo si tennero le elezioni. Successe ancora nel secondo Governo di Mikulas Dzurinda, caduto nei primi mesi del 2006 con conseguenti elezioni anticipate (di pochi mesi) tenutesi nel giugno dello stesso anno.

Il corrente Consiglio dei Ministri sarà responsabile della gestione dello Stato fino a quando il presidente Ivan Gasparovic non nomina il nuovo Governo.

(Pierluigi Solieri)

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