Dopo una lunga giornata politica, la morte annunciata: Governo sfiduciato, Europa delusa

Lunga giornata ieri per la politica slovacca. La più dura per Iveta Radicova, la Premier che appena pochi mesi fa era stata definita dai media europei “la tigre dei Tatra”, e che ieri sera ha mostrato segni di una crisi di nervi nella conferenza stampa che ha seguito il voto parlamentare che l’ha sfiduciata. Oltre nove ore di dibattimento parlamentare per arrivare a ratificare il Meccanismo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) non sono serviti a smuovere le certezze e la durezza degli alleati di Libertà e Solidarietà (SaS). I liberali, guidati dal Presidente del Parlamento Richard Sulik, hanno decretato la fine della Coalizione così come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 15 mesi, dando un sonoro “no” all’Europa e al Governo nel quale erano il secondo partito. Un partito nuovo e di uomini giovani, spesso rampanti, nato appena nel 2009 dalla forza di volontà di un uomo – Sulik – che ancora da studente di economia ha stilato per l’attuale Ministro delle Finanze Miklos la riforma fiscale del 2004 con la “flat tax” che tanta invidia ha suscitato anche in Italia (Berlusconi più volte ha detto che avrebbe voluto applicarla anche nel nostro Paese).

Dunque, mentre gli altri 16 paesi dell’Eurozona avevano già votato (chi con un voto più liscio, chi più combattuto) la ratifica del fondo di salvataggio europeo nella sua versione modificata uscita dal vertice dell’Eurozona del 21 luglio scorso, la Slovacchia, ultimo Paese ad affrontare la questione in Parlamento (come era stato espressamente voluto da Sulik) ha dato un sonoro schiaffo all’Euro e al suo salvataggio. I deputati di SaS, ha ribadito Sulik dopo il voto, hanno votato in conformità con la dichiarazione del programma di Governo e loro coscienze. Il nostro partito, ha detto Sulik ai giornalisti, ha salvato i cittadini europei dallo sborsare 300 miliardi di euro che sarebbero finiti ad ingrassare le banche private e a difendere i loro profitti. «Non abbiamo ricevuto un mandato per far questo. Abbiamo ottenuto un mandato per proteggere i soldi dei contribuenti slovacchi».

Solo 55 deputati hanno votato a favore della ratifica che tutta Europa – e le borse di tutto il mondo – stava aspettando, 9 hanno votato contro (l’estrema destra dell’SNS al completo) e 60 si sono astenuti (i socialdemocratici di Smer-SD) Venti deputati liberali di SaS, invece, (solo uno è rimasto ed ha votato a faovre), sono usciti e non hanno votato. Con loro era Igor Matovic (formalmente un indipendente) e tre deputati della fazione OKS in seno al gruppo parlamentare Most-Hid (l’altro OKS ha votato a favore). Erano 124, in totale, i parlamentari presenti in Aula, sui 150 che compongono la camera unica slovacca.

Subito dopo il voto di sfiducia, che manda a casa il suo Governo, il Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS) ha fatto, in una conferenza stampa particolarmente tesa, un appello ai leader dei rimanenti tre partiti della Coalizione (che erano con lei davanti alle telecamere) a iniziare al più presto i colloqui con il presidente di Smer-SD Robert Fico per assicurare il sostegno del suo partito e ratificare insieme il fondo salva-Stati. Fico ha annunciato poco dopo che è pronto a negoziati. La Radicova ha informato che la sua decisione di applicare la fiducia al voto di ieri è stata una scelta sofferta ma ponderata, dopo attenta valutazione di tutte le possibilità sul campo. Per spiegare la decisione, la Radicova ha detto ai giornalisti che la sua intenzione era di voler «cancellare i titoli dai media stranieri che sono disastrosi e stanno seriamente minacciando la credibilità della Slovacchia. È per fermare questo che ho fatto questa scelta», ha detto. Riguardo al suo futuro, la Radicova ha ammesso di non sapere ancora cosa farà, se tornerà in Parlamento come deputato SDKU o cos’altro.

(Pierluigi Solieri)

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