La Radicova stizzita: Sulik ora si dimetta, e negoziamo con Smer un nuovo voto per il fondo salva-Euro

Si sta in queste ore guardando alle conseguenze della sfiducia al Governo di ieri e della sua conseguente caduta, a livello politico e istituzionale. Inevitabile che diversi ministri, in particolare quelli di Libertà e Solidarietà (SaS), il cui mancato appoggio ha portato alla caduta del Governo, torneranno in Parlamento a prendere il loro posto di eletti, e dunque chi è subentrato al loro posto dovrà lasciare l’Assemblea. Uno di quelli che perderanno il posto è Kamil Krnac, recentemente candidato dal suo partito SaS a presiedere l’Ufficio di Sicurezza Nazionale (NBU) ma non ancora nominato. È ora improbabile che Krnac venga nominato all’NBU, e dovrà lasciare il suo seggio di deputato al Ministro della Cultura Daniel Krajcer (SaS). Altri subentrati a Ministri di SaS, KDH, SDKU e Most-Hid avranno un simile destino. Tutti i deputati che sono stati in Parlamento per meno di cinque anni avranno due mesi di liquidazione di fine rapporto nel caso debbano lasciare il Parlamento prematuramente. Chi è stato deputato per più di cinque anni avrà tre mesi di indennità di fine rapporto. C’è anche da segnalare un riallineamento del deputato Frantisek Sebej, unico della fazione di quattro deputati appartenenti al nuovo Partito Civico Conservatore (OKS) a votare a favore della ratifica dell’EFSF. Sebej dopo il voto ha dichiarato che sarebbe rientrato nelle file del partito Most-Hid (che del resto ospita anche gli altri tre, dato che servono almeno otto deputati per creare un gruppo parlamentare.

Un’altra conseguenza potrebbe essere data dalle dimissioni del Presidente del Parlamento, il leader SaS Richard Sulik, il regista del “no” all’Euro. La Premier Iveta Radicova ieri, a botta ancora calda, lo ha fortemente invitato ad «essere uomo e lasciare il posto», allargando l’invito a tutti i Ministri del suo partito: Economia / Juraj Miskov, Cultura / Daniel Krajcer, Difesa / Lubomir Galko, Lavoro / Jozef Mihal. Per quanto riguarda Sulik, il deputato KDH Pavol Abrhan ha detto che ora potrebbe anche essere il Parlamento stesso ad avviare una procedura per rimuoverlo, cosa per la quale sono a favore anche altri deputati. Sulik, però ha detto candidamente di non vedere alcun motivo per dimettersi. Si metterà da parte solo se rimosso dall’Aula. Ha aggiunto che ogni invito ai ministri SaS a dimettersi ha perso ogni significato dopo che il Governo è caduto.

Il Governo si è riunito oggi pomeriggio, come di consueto, ma l’argomento principale dell’incontro in corso sarà stabilire quando tenere un nuovo voto per la ratifica dell’EFSF, come scrive Sme.

Dopo di che, la parola passa al Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic, che – pur dovendo rientrare a fine settimana – ha deciso di anticipare il suo ritorno dalle visite di Stato in Indonesia e Filippine. Gasparovic, che sarà a Bratislava nella giornata di domani, ha il potere di decidere se dare l’incarico a un leader politico per cercare di creare una nuova maggioranza entro trenta giorni (in primis, sicuramente darebbe la precedenza al maggior partito parlamentare, Smer-SD), oppure andare a nuove elezioni, scelta preferita da una serie di formazioni politiche ma che necessita di un voto parlamentare con maggioranza costituzionale, ovvero con 90 deputati a favore. In questo caso, sarà il Presidente del Parlamento che annuncierà le nuove elezioni.

(Pierluigi Solieri)

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