I medici slovacchi non ritirano i loro avvisi di licenziamento nemmeno dopo la caduta dell’Esecutivo

Nonostante vari sindacati abbiano sospeso le loro proteste per la caduta improvvisa del Governo, il presidente dell’Associazione sindacale dei medici slovacchi, Marian Kollar, ha detto oggi che i medici non ritireranno le loro dimissioni. «Non ce n’è alcuna ragione», ha detto Kollar. I medici hanno le loro richieste indipendentemente da chi c’è al Governo, o se ci sia oppure no un Governo. Kollar ha detto che qualcuno dovrà guidare il Ministero della Salute, ed è con quella persona che desidera continuare la contrattazione.

Sono rimaste solo sei settimane di tempo, ha detto, dato che il periodo di preavviso dei 2.400 medici scade a fine novembre. Kollar non si è sbilanciato sulla possibilità che i negoziati sul futuro assetto politico del Paese potrebbero richiedere più tempo e i sindacati finiranno per non avere alcuna controparte rilevante per i colloqui. Kollar si aspetta che una sostituzione dell’attuale Ministro della Salute Ivan Uhliarik (KDH) possa essere un fatto positivo per una maggiore disponibilità ad un accordo.

Il 1° di ottobre sono stati 2.411 i medici (circa un terzo del totale) di 34 ospedali di tutta la Slovacchia che hanno presentato le comunicazioni di cessazione di rapporto. Tra gli ospedali ci sono tutte le strutture più importanti, ma anche piccoli ospedali e complessi che operano come società di capitali. L’Associazione sindacale dei medici ha quattro richieste al Governo: osservare il Codice del Lavoro, cambiare il sistema di finanziamento sanitario, fermare la trasformazione degli ospedali in società di capitali, e aumentare i salari dei dipendenti sanitari. I medici pretendono che si prendano in considerazione le loro esigenze come un complesso unico e chiedono una risposta globale.

(Fonte Webnoviny)

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