I sindacati hanno chiuso ieri per mezz’ora i valichi di frontiera della Slovacchia

Il sindacato dei metalmeccanici KOVO hanno chiuso ieri simbolicamente, come promesso, alcuni valichi di frontiera slovacchi con Austria, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca per trenta minuti tra le 15:30 e le 16:00, proprio nelle ore in cui in Parlamento era in corso il più intenso dibattito di questa legislatura che ha portato alla sfiducia al Governo, per esprimere l’opposizione dei lavoratori all’aumento dell’età pensionabile, del prelievo fiscale sui salari e alla riforma e privatizzazione del settore sanitario.

Il capo di KOVO, Emil Machyna, ha detto ai giornalisti che anche i loro colleghi polacchi, ungheresi, cechi e austriaci sarebbero arrivati ai valichi di frontiera. I posti di confine, che oggi sono soltanto virtuali in quanto tutti questi paesi sono parte dell’Area Schengen di libera circolazione. Erano quelli di Berg con l’Austria, di Tatranska Javorina con la Polonia, Makov e Drietoma al confine ceco-slovacco e Sahy e Milhost con l’Ungheria.

La protesta continua oggi a Bratislava quando la Confederazione dei sindacati KOZ marcerà da Trnavske Myto in direzione dell’Ufficio del Governo e continuerà verso il Parlamento.

I rappresentanti di Governo, datori di lavoro e sindacati (il cosiddetto Tripartito) non sono riusciti a raggiungere un accordo sull’aumento del salario minimo da farsi per il 2012 durante i colloqui del Consiglio economico e sociale che si sono protratti per settimane. I datori di lavoro vogliono mantenere il salario minimo attuale di 317 euro lordi al mese anche l’anno prossimo, mentre i sindacati spingono per un incremento del 4,1%. Non avendo le riunioni tra le parti sociali dato frutti su questa questione, dovrebbe essere l’Esecutivo a prendere la decisione finale in una seduta di ottobre. Al momento, c’è una proposta sul tavolo fatta dal Ministero del Lavoro per portare il salario minimo a 327,20 euro al mese aumentandolo del 3,2%, che corrisponde all’inflazione registrata nel Paese nel primo semestre di quest’anno.

Secondo KOVO, le modifiche al sistema fiscale sui salari è un grosso rischio, e se anche i contributi dei lavoratori alla previdenza sociale (Socialna Poistovna) e alle compagnie di assicurazione sanitaria saranno tagliati (al 18% come proposto dai datori di lavoro anziché il 19%), le imposte sul reddito pagate dai singoli individui crescerà significativamente. Queste modifiche, dicono i sindacati, porteranno a pensioni più basse e meno soldi nel settore sanitario, il che andrà a scapito delle cure sanitarie e vedrà l’introduzione di tasse più alte per i servizi sociali e sanitari.

(Fonte Slovensky Rohzlas, La Redazione)

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