L’eco delle voci dei castrati in un concerto da non perdere di Cecilia Bartoli a Bratislava

Arriva in Slovacchia una delle voci oggi più riconosciute del “bel canto” internazionale. Pur non avendo la visibilità di altri colleghi maschi, Cecilia Bartoli ha raggiunto grandi risultati a livello professionale e nel feedback del pubblico. Quando si parla di protagonisti della musica operistica ci si riferisce in genere a tenori, i re delle platee internazionali, e solo in seconda battuta si pensa alle soprano. Ma difficilmente si arriva a ragionare di una mezzosoprano come una star della lirica. È questo invece il caso della Bartoli che, ormai sulle scene da oltre vent’anni, ha scelto una strada alternativa alle opere famose e osannate, andando a cercare lavori poco conosciuti della musica da camera, spesso dell’epoca barocca, che lei fa risaltare in tutta la loro bellezza con la sua ottima voce.

Il suo ultimo progetto Sacrificium, che ha ormai due anni di vita (il cd uscì nell’ottobre 2009 ed ebbe un successo internazionale immediato), è dedicato ad un genere piuttosto dimenticato dell’era musicale di tutti i tempi: le opere per castrati. Nei secoli passati (in particolare nel Settecento) i castrati erano i giovani cantanti lirici che subivano la castrazione per mantenere un tono di voce alto. È noto che in passato anche le parti di donne in teatro (sia in prosa che nel teatro musicale) venivano interpretate da maschi, e il falsetto poteva non bastare per creare una vera similarità alla voce femminile.

Cecilia Bartoli ha deciso di onorare con questo album la memoria di quei giovani sacrificati per lo spettacolo lirico, e si tratta di migliaia di ragazzi, spesso provenienti da famiglie povere, che andarono sono i ferri del chirurgo per raggiungere la celebrità, ma che invece spesso finirono indigenti ed isolati dalla società, andando comunque ad ingrassare impresari musicali senza scrupoli. Si stima che solo nel XVIII secolo furono castrati in Italia oltre quattromila ragazzi. Finalmente, nel XIX secolo le donne furono ammesse nel mondo dell’opera e la castrazione a scopo musicale venne proibita. Da questo gruppo di cantanti, per i quali produssero musica alcuni tra i maggiori compositori del loro tempo, si fecero strada alcuni che divennere delle vere star: i nomi di Farinelli (Carlo Broschi all’anagrafe), Senesino (Francesco Bernardi), Caffarelli (Gaetano Majorano) erano sulla bocca di tutti ed ebbero onori e ricchezza, pur con una vita complicata. Ma tanti altri non ebbero la stessa opportunità.

La Bartoli ha musicato in questo progetto delle arie rare, alcune addirittura mai registrate in precedenza. Arie scritte specificamente per essere cantate da cantanti castrati. Fra gli autori, Handel e il napoletano Nicola Porpora, che a Napoli diresse la più importante scuola per questo tipo di interpreti. Le 15 arie virtuosistiche interpretate da Cecilia Bartoli (11 inedite) risuoneranno, con l’accompagnamento dell’orchestra “Il Giardino Armonico” diretta da Giovanni Antonini, anche al Teatro Nazionale Slovacco di Bratislava giovedì 13 ottobre, nel corso del tour che la cantante sta portando a compimento nell’Europa centrale e orientale.

Nel febbraio di quest’anno, alla romana Cecilia Bartoli è stato consegnato il Grammy Award per l’album Sacrificium nella categoria “Best Classical Vocal Performance”. Il concerto a Bratislava è stato patrocinato dall’Ambasciata d’Italia in Slovacchia ed ha ottenuto il logo ufficiale “Italia 150” dei festeggiamenti dell’anniversario dell’unità.

Cosa: Cecilia Bartoli – Sacrificium
Dove: Teatro Nazionale Slovacco / SND
Quando: 13/10/2011, ore 19:30
Info: www.snd.sk

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