Sanità, situazione seria: i medici non fanno marcia indietro e gli ospedali non curano i pazienti

Se le dimissioni che sono già state presentate da un terzo dei medici slovacchi dovessero divenire effettive, dal 1° dicembre l’intero sistema sanitario del Paese crollerà, ha spiegato domenica il presidente dell’Associzione sindacale dei medici (LOZ) Marian Kollar al programma televisivo di tv Markiza ‘Na Telo’. Circa 2.400 medici su un totale di 6.500 in tutto il Paese hanno presentato le dimissioni con validità dal 1° dicembre per protestare contro la loro situazione salariale e l’intenzione del Ministero della Sanità di trasformare gli ospedali in tutto il paese in società per azioni.

Il Ministro Ivan Uhliarik (KDH), presente come controparte al programma, ha detto che comunque, «il 70% dei medici rimarrà al lavoro», e in ogni caso il Ministero ha ancora quasi due mesi per raggiungere un accordo con i medici, anche se ha negato di poter accettare di scendere a patti sul piano di trasformazione degli ospedali, perché questo provvedimento porterà grandi vantaggi alla gestione finanziaria degli ospedali.

Uhliarik ha cercato di dissolvere le ipotesi di privatizzazione (nel qual caso Penta, uno dei maggiori gruppi finanziari del Paese, sarebbe pronto a entrare in forze nel settore), spiegando che «non abbiamo mai parlato di altro che di proprietà statale al cento per cento». Kollar ha obiettato che lo Stato ha sempre trasformato le aziende in società per azioni con un unico obiettivo: venderle al migliore offerente, non preoccupandosi del livello di servizio sanitario che i privati vorranno garantire.

Il quotidiano Pravda scriveva in prima pagina venerdì che molti ospedali hanno visto una tale forte riduzione dei loro limiti finanziari per l’assistenza sanitaria che alcuni stanno rimandando a casa un terzo dei loro pazienti senza alcuna cura. I nuovi limiti riguardano un certo numero di ospedali, tra i quali la maggiore struttura sanitaria del Paese, l’Ospedale universitario di Bratislava. Anche se l’assicuratore sanitario statale Vseobecna Zdravotna Poistovna (VsZP) nega alcuna responsabilità nella mossa, il quotidiano ha ottenuto una copia del provvedimento emesso dal direttore dell’Ospedale universitario per i singoli reparti, nel quale ci si riferisce alle somme contrattate per l’assistenza sanitaria con VsZP. L’ordine interno dell’ospedale andrà probabilmente ad influenzare maggiormente il reparto ostetrico, che ha visto una tale riduzione nelle finanze che non sarà in grado di coprire il normale numero mensile di nascite.

Sempre Pravda scrive nell’edizione di oggi che molti pazienti hanno ricevuto dai loro medici degli SMS che li informano della loro ferma intenzione di lasciare il lavoro a metà novembre. «Cara signora / caro signore, ho firmato un avviso di licenziamento di massa e sono deciso a non ritirarlo. Non so cosa posso aspettarmi dopo! Se ha bisogno di una consulenza o un esame, io sono qui per voi nel mio ambulatorio come al solito fino al 15 novembre», si legge in un SMS collettivo inviato da molti medici ai loro pazienti, riporta il giornale. Il messaggio dice anche che i medici non vogliono più essere ostaggi del Ministero della Salute e degli assicuratori sanitari.

(La Redazione)

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