EFSF: oggi Consiglio di Coalizione risolutivo, SaS chiede perché la Radicova ha rifiutato sua proposta

Il presidente del partito Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik ha espresso sabato sorpresa per il rifiuto della Premier Radicova della sua proposta di compromesso relativamente al fondo di salvataggio EFSF. Parlando al congresso del suo partito a Tatranska Lomnica, sugli Alti Tatra, Sulik ha detto che «siamo sorpresi di tale veloce rifiuto, così come del fatto che tutto si è svolto attraverso i media, non capiamo le ragioni di questo», ha detto.

La Radicova ha respinto la proposta, che comprendeva il diritto di rifiutare di fornire prestiti individuali a singoli paesi, e il ripudio del Meccanismo permanente di Stabilità Europeo (ESM). Secondo il capogruppo di SaS Jozef Kollar il rifiuto è ancora più sorprendente perché il primo punto era stato originariamente proposto dalla Radicova se stessa.

La riunione del Consiglio di Coalizione che si terrà oggi vedrà forse un chiarimento delle parti. Se questo non avvenisse, e gli altri partner della Coalizione (SDKU-DS, KDH e Most-Hid) non accettassero le proposte di SaS, il partito voterà contro l’aumento delle risorse dell’EFSF nel voto parlamentare di domani, come ha ribadito Sulik, che ha proposto comunque un accordo per non bloccare gli altri 16 paesi dell’Eurozona di approvare le proprie garanzie e di aiutare subito la Grecia.

Sulik poi ha spiegato che «Il meccanismo permanente ESM [che sostituirà l’attuale dal 2013], è molto più pericoloso e più costoso, e obbligherebbe la Slovacchia a pagare più di 600 milioni in contanti. [Con la nostra controproposta] volevamo rifiutare contemporaneamente l’ESM, perché la Slovacchia non può bloccare altri paesi in questo meccanismo», ha detto Sulik.

Si prospetta dunque oggi un Consiglio di Coalizione infuocato, dove i tre partiti che rappresentano oltre l’80% della maggioranza devono, a loro scelta: subire gli umori dei liberali e accettare di andare a casa lasciando la Slovacchia in un limbo europeo e con nuove elezioni da svolgersi al più presto; oppure cercare un ultimo compromesso con il maggior partito dell’opposizione Smer-SD per approvare l’EFSF e subire le sue condizioni politiche, che vanno da un rimescolamento della Coalizione ad andare sempre a nuove elezioni, dove Smer si presenterà come salvatore della reputazione della Slovacchia nel mondo.

Richard Sulik, in realtà, continua a dire che la sua scelta di andare contro corrente non porta automaticamente alla divisione della maggioranza. Ad un programma politico della televisione TA3 ha detto che non crede «che ci sia una costellazione migliore per la Slovacchia [di questa coalizione]». Sulik, Presidente del Parlamento, ha anche contestato il sistema di doppia votazione, ovvero la ripetizione del voto se non si raggiunge una maggioranza (a favore dell’EFSF) già nella prima votazione. «È come se dovessimo votare fino a quando il risultato non sarà in linea con i desideri di Bruxelles. Abbiamo grandi riserve contro questa manovra», ha detto.

Rimangono solo la Slovacchia e Malta, dei 17 paesi membri della Zona Euro, a dover ratificare la decisione di aumentare le risorse del Meccanismo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF), a una settimana dal vertice europeo fissato per il 16 e 17 ottobre. Per la Slovacchia significa portare la sua quota di garanzia a 7,72 miliardi di euro dai 4,37 miliardi iniziali, mentre la capacità totale del fondo al quale partecipano tutti i paesi dell’Eurozona, oltre al Fondo Monetario Internazionale, passerà da 440 miliardi a 779 miliardi di euro globali. La posizione di SaS sull’EFSF è chiara: non intendono votarlo se questo prevede esborsi a carico degli slovacchi.

Varie sono state le pressioni interne – imprenditori, sindacati e altri soggetti economici – ed esterne – la Commissione Europea e lo stesso Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori che, dopo aver accolto lo scorso anno il SaS slovacco sembrerebbe ora un po’ pentito, e da Strasburgo ha scritto una lettera a Richard Sulik per farlo ragionare, senza risultati. Ma nulla sembra smuovere la rigidità dei liberali slovacchi, intenzionati forse a cercare un recupero di elettori dopo una forte emorragia di consenso in questi 15 mesi di Governo.

Non resta che da attendere il risultato del Consiglio di Coalizione di oggi, nel quale i partner di SaS sono disposti a fare mattina per arrivare ad una conclusione soddisfacente. Secondo Peter Kazimir di Smer-SD, il trucco dell’ultimo minuto di Sulik sarà di chiedere alla Radicova di imporre la fiducia al voto sull’EFSF, in modo da “dover” capitolare e, per il bene del Paese, votare a favore turandosi il naso.

(La Redazione)

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