Anche un veicolo italiano alla gara australiana delle auto solari

È una delle “corse più pazze” del mondo. A sfidarsi sono delle automobili, ma non aspettatevi i classici rombi di auto super potenziate. Eppure, vanno davvero “sparate”, anche oltre i 100 km all’ora ma silenziosamente e senza consumare una goccia di benzina. Com’è possibile? Sono automezzi con caratteristiche di altissima tecnologia, la più ultimativa e performante tecnologia solare, che forse (sperabilmente) potremo vedere sulle nostre strade tra pochi anni. Contando, magari, su un ribasso dei costi di costruzione quando saranno raggiunte economie di scala nei processi produttivi. E allora potremo fare una bella pernacchia al petrolio e ai suoi alti prezzi – altalenanti, certo, ma alla pompa sempre in salita a seguito della perversa e rapace politica di petrolieri e distributori.

È la Velia World Solar Challenge, arrivata alla sua undicesima edizione, sfida non solo di velocità, ma di design, di tecnologia green, di eccezionali risorse umane, che si terrà dal 16 al 19 ottobre in quel d’Australia. Partenza domenica prossima da Darwin e arrivo il giovedì successivo ad Adelaide, in un attraversamento nord-sud dell’intero continente, attraverso i deserti centrali per 3.000 km di strada, passando per condizioni climatiche estreme: caldo intenso, vento contrario, nuvole, possibili piogge e imprevisti, oltre al fatto che la gara si tiene su strade aperte alla circolazione nelle sole ore diurne, dovendo fare i conti anche con sorpassi e traffico.

Tutta la squadra Onda Solare con l'auto Emilia II a Maranello

A questa competizione fuori del normale, nata triennale nel 1987 ma divenuta biennale negli anni Duemila, parteciperà anche il team italiano Onda Solare, con un mezzo tutto italiano, che è andato a presentarsi a Maranello il 21 settembre scorso, sperando che gli porti bene. Location per la presentazione del veicolo è stata la Galleria Ferrari, il tempio delle supercar sportive e di lusso da oltre 200 mila visitatori all’anno, a un tiro di schioppo dalla fabbrica storica del marchio automobilistico probabilmente più famoso del mondo. Dove anche il presidente di Ferrari, Luca di Montezemolo, ha salutato il team in partenza per partecipare alla prestigiosa competizione dedicata ad auto elettriche alimentate a fotovoltaico nella terra dei canguri. Anche le autorità locali e regionali hanno partecipato al battesimo del veicolo Emilia II, macchina elettrica quasi interamente costruita in carbonio, kevlar e nomex, come si legge sul sito ufficiale, e che potrebbe dare lustro a questa terra. Un veicolo ad alta efficienza alimentato da 6 mq di celle fotovoltaiche al silicio.

Un team di una trentina di persone, tra cui alcuni giovanissimi, lavorano alacremente da anni per arrivare a mettere finalmente il loro prodotto sulla linea di partenza di Darwin. Analisi, test, prove e studi hanno messo a dura prova la resistenza di tecnici (tra loro anche una donna in un gruppo che comprende almeno tre generazioni) che si sono occupati di ogni dettaglio progettuale, meccanico ed elettronico in un lavoro di squadra impeccabile, realizzato con la collaborazione fattiva di CNR, Università di Bologna e Istituto Ipsia di Maranello, la scuola tecnica voluta da Enzo Ferrari e dedicata al figlio Alfredo (detto Dino, come la magnifica auto degli anni Sessanta) morto prematuramente. Si tratta di una sfida tutta emiliana, e in particolare del territorio tra Modena e Bologna.

Emilia II alla Galleria Ferrari

Il bello di questo automezzo, come è stato detto alla presentazione da Claudio Rossi di Unibo, è che Emilia 2 – pur sembrando un oggetto del futuro – è prodotta con «tecnologie dei nostri giorni, che già ora sono applicabili anche su veicoli tradizionali». La scommessa di questo progetto è stata mettere insieme soggetti istituzionali (università, CNR) e piccole (a volte piccolissime) aziende ad altissimo tasso tecnologico e innovativo, una delle strade possibili per essere competitivi nel mondo, e sviluppare quanto prima sistemi di trasporto ecologici e di economia operativa.

Il team è arrivato ieri a Darwin, dove inizierà i suoi test nella reale situazione di gara, sperando in un exploit. Del resto, Montezemolo ha incitato i membri della squadra ricordando loro scherzosamente che «l’importante non è partecipare, ma vincere!».

(Pierluigi Solieri)

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