Il Ministro Zitnanska nel mirino dei giudici europei e dell’opposizione per la riforma della Giustizia

Con una risoluzione approvata all’inizio di settembre, l’Associazione europea dei giudici aveva affermato che il desiderio del Ministro della Giustizia slovacco Lucia Zitnanska di avere un maggiore controllo pubblico della magistratura in Slovacchia avrebbe aumentato l’influenza del Governo sui giudici, ha segnalato il quotidiano Sme questa settimana. Una delle misure più criticate dall’associazione è la scelta che il Ministro si riserverebbe di due dei cinque membri della commissione che deciderà sulla nomina di nuovi giudici. L’associazione non è d’accordo nemmeno con la proposta di passare dal Consiglio Giudiziario al Ministero la responsabilità di istituire procedimenti disciplinari nei confronti dei giudici.

La Zitnanska ha difeso i suoi emendamenti e dice che l’associazione non ha informazioni corrette, che secondo lei è stata diramata dall’Associazione dei Magistrati slovacca (ZSS).

A fine della scorsa settimana, poi, la Zitnanska ha dovuto abbassare la testa sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito invalido il suo emendamento per i Pubblici ministeri, che secondo il verdetto saranno ancora scelti «a porte chiuse dal Procuratore generale supplente Ladislav Tichy e dal suo vice Dobroslav Trnka, senza alcuna selezione trasparente sotto controllo pubblico», ha detto polemicamente la Zitnanska.

Il leader del maggior partito dell’arco costituzionale Smer-SD, Robert Fico, ha invitato la Zitnanska a lasciare il posto, considerando che dalla sua nomina nel luglio 2010 non ha fatto nulla se non destabilizzare la magistratura e cercarne il controllo, finendo anche per danneggiare l’immagine della Slovacchia all’estero, ha detto Fico, minacciando una mozione di sfiducia personale nei suoi confronti.

Ma il Ministro va avanti per la sua strada, e ha presentato questa settimana alla Commissione giustizia del Parlamento la sua riforma del settore, che include l’incompatibilità delle cariche di presidente di Consiglio giudiziario e Corte Suprema, oggi tenute entrambe da Stefan Harabin che, per di più, ha ottenuto da poco il permesso di lavorare gran parte delle sue ore d’ufficio direttamente nel salotto di casa.  Inoltre, la Zitnanska vorrebbe reintrodurre le valutazioni quinquennali dei giudici e cambiare le regole per la nomina del Senato disciplinare, e modificare il Codice di Procedura civile per limitare nel tempo i processi e aumentare l’efficienza delle custodie cautelari. Secondo i dati, la Slovacchia paga le sanzioni più alte (rapportate alla popolazione) alla Corte Europea dei Diritti Umani a Strasburgo per le lungaggini del suo sistema giudiziario.

(Fonte Sme/Tasr)

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