SaS: disposti a valutare la proposta di Iveta Radicova sull‘EFSF

Il partito liberale SaS ha promesso al Primo Ministro Iveta Radicova che terrà conto della sua proposta in merito alle modifiche all‘EFSF che dovranno essere discusse in Parlamento nel mese di ottobre. Tuttavia, SaS specificherà i dettagli solo dopo aver esaminato la proposta, e fino ad allora i liberali manterranno la loro posizione di rifiuto. «L’obiettivo di SaS non è di bloccare gli altri paesi dell‘Eurozona. Tuttavia, SaS ritiene adeguata solo una soluzione che non costerebbe ai contribuenti slovacchi un solo centesimo. E questo significa che aumentare le garanzie statali speciali da 4,37 miliardi di euro a 7,73 miliardi non sarà necessario», ha detto ieri la portavoce di SaS, Tatiana Tothova.

La Slovacchia dovrebbe raggiungere una posizione chiara sull‘EFSF molto presto, in modo che la Premier Radicova possa portarla al vertice dell’Unione Europea fissato per il 17 e 18 di ottobre.

Il Presidente del Parlamento Richard Sulik, leader incontrastato di SaS, è stato invitato a una trasmissione televisiva di un popolare show tedesco per spiegare la posizione del suo partito sull’argomento. «Sono estremamente contento di avere l’opportunità di spiegare la correttezza di una posizione morale fondamentale contro i governi irresponsabili e i loro debiti al popolo tedesco», ha detto Sulik prima di partire per Berlino. I telespettatori tedeschi non sono gli unici ad essere interessati a conoscere la posizione di SaS sull‘EFSF. Le dichiarazioni di Sulik saranno anche riportate sul Frankfurter Allgemeine Zeitung e il Wall Street Journal. Le stazioni televisive che metteranno in onda Sulik comprendono la CNBC e NBC Universal.

Intanto, proprio ieri la Germania ha approvato il rafforzamento del fondo di emergenza europeo in vigore, l’EFSF, e anche l’istituzione del nuovo Meccanismo di Stabilità Europeo (ESM) che dovrà sostituirlo dal 2013. E fin qui nulla di sorprendente. Si sta propagando nel frattempo tra gli operatori il sospetto che i fondi di solidarietà, da strumento di aiuto quale sono stati pensati, si stiano invece progressivamente trasformando in una palla al piede delle economie più forti dell’Eurozona, che proprio per questo sono chiamate a dare un aiuto più consistente. Il garantire la solidità di paesi inaffidabili come la Grecia, pensano, indebolirà paesi virtuosi come la Germania. Prima dei tedeschi, anche sloveni e finlandesi avevano già fatto passare dai loro Parlamenti nazionali la ratificazione degli accordi presi dai leader UE in luglio, e si trattava di altri due paesi – assieme alla Slovacchia – che hanno fatto non poco preoccupare gli altri socie di Eurolandia. Un articolo di Valerio Baselli su morningstar.it riporta le conclusioni di uno studio di Credit Suisse, secondo il quale il debito totale dei paesi sviluppati è cresciuto dal 2008 a oggi di 8 mila miliardi di dollari. E si chiede: non è troppo rischioso indebitare anche il fondo che dovrebbe salvare gli stati troppo indebitati? La risposta, forse, l’ha già data Wolfgang Schauble, il ministro tedesco delle finanze, il quale a questo proposito ha dichiarato alla stampa che sarebbe come spegnere un incedio usando altro fuoco, metafora in fondo non lontana da quelle usate in Slovacchia dal leader SaS Richard Sulik.

(Fonte Hospodarske Noviny)

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