Repubblica Ceca: si cerca una legge che regoli l’uso della lingua straniera nei cartelloni stradali

In questi tempi di melting pot culturale e linguistico, un po’ di ordine non fa proprio male. Senza arrivare agli sciovinismi alla francese, con la ricerca di termini improbabili e complicati (e spesso molto più lunghi) per sostituire gli svelti anglicismi: “sport” è un esempio tipico, quale altra parola in lingue nazionali può sostituirla con sole 5 lettere?… E il disordine linguistico colpisce anche le strade, facendo sì che c’è in Europa chi sta cercando riparo al dilagare dell’inquinamento visivo che fa diventare le nostre città l’una la fotocopia dell’altra con i loro mega-cartelloni pubblicitari in altre lingue. Una mossa che aveva compiuto anche la Slovacchia quando nel 2009 approvò la legge sulla lingua nazionale, proibendo i cartelli stradali e pubblicitari nella sola lingua ungherese, nazionalità che vanta una maggioranza consistente in tutto il Paese (10% circa), ma che nel sud arriva anche ben oltre la metà della popolazione, e obbligando all’uso del solo slovacco nelle comunicazioni ufficiali tra istituzioni, inclusi gli enti locali dove non è difficile trovare sindaci e funzionari magiari.

Ora qualcosa si sta muovendo anche in Repubblica Ceca, con i cittadini – per esempio – di Karlovy Vary (la città termale conosciuta in tutto il mondo anche con il nome tedesco di Karlsbad) che sono particolarmente irritati dalle pubblicità stradali in solo cirillico destinate ai tanti turisti dalla Russia e i paesi ex Unione Sovietica che frequentano i locali impianti termali. Per non parlare dei cartelloni in tedesco che hanno fatto protestare gli abitanti delle zone di confine nell’ovest del Paese. Come scrive il sito Czechposition.com, gli abitanti di Karlovy Vary lamentano che per gli stranieri è perfino difficile capire di trovarsi in una località ceca, tante sono le scritte in russo che lo aggrediscono. E dire che Karlovy Vary ha legami storici con la Russia, tanto che anche Pietro il Grande è stato suo ospite all’inizio del XVIII secolo. La situazione non è comunque differente per le altre città termali più piccole come Mariánské Lázně (Marienbad in tedesco) e Františkovy Lázně (Franzensbad), anche se in quest’ultima domina ancora il tedesco.

Ora, i legislatori cechi saranno chiamati presto ad approvare un provvedimento che vieterà i segnali e le pubblicità in lingua straniera, obbligando i pubblicitari a produrre réclame in doppia lingua. Una proposta in tal senso del partito di Governo Top 09 mira a fermare questa diffusione “stranierofila” puntando a multe fino a 5 milioni di corone per chi non rispetta la norma. Si tratta di oltre 200mila euro. La proposta, che è stata sostenuta in blocco dal Consiglio comunale di Karlovy Vary e che potrebbe arrivare in Parlamento all’inizio dell’anno prossimo, mira soltanto ad una parità di trattamento con la lingua ceca, e non è più dura di altre legislazioni già adottate in una decina di paesi UE.

(La Redazione, Fonte Czechposition.com)

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