Il Mosaico italiano, raro e prezioso, si svela a Bratislava per stupire e conquistare il cuore degli slovacchi

La delicatezza e la preziosità del mosaico hanno catturato l’attenzione di Bratislava. Una mostra, appena inaugurata in una sala espostiva dell’Eurovea, ha portato in città le opere realizzate da quella che si definisce l’unica scuola al mondo di mosaico: la Scuola Mosaicisti del Friuli. Particolamente selettiva, accoglie ogni anno alcune decine di studenti da tutto il mondo e ai migliori offre quattro anni di pratica intensiva su una delle arti più antiche e pazienti della storia dell’umanità. La scuola ha sede a Spilimbergo, provincia di Pordenone, e abbraccia le straordinarie esperienze di Aquileia e Venezia, sedi di antico splendore nella manifattura dei tasselli, e la ricchezza del suolo della sua terra e dei letti dei suoi fiumi che portano ancora pietre e altre materie prime adatte alla decorazione artigiana.

Le opere allestite per la mostra simboleggiano il meglio prodotto dagli studenti della scuola negli ultimi anni. Si possono ammirare le riproduzioni di ritratti a sfondo religioso tipici dell’era romanica e bizantina, caratterizzati dalle decorazioni laminate in oro e dalla sobrietà dei colori: «Sono le più difficili da realizzare, spiega Marcela Anghel, mosaicista ed ex-allieva – che necessitano della tecnica al rovescio, in cui i tasselli vengono prima incollati su  carta spessa con una speciale colla a base di acqua e farina, poi si girano e si attaccano alla parete. Per i volti, che devono avere maggiore intensità grazie alle sfumature, utilizziamo questa tecnica due volte». Tanta laboriosità non può che celare un sinergico e attento lavoro di squadra: «Per i quadri di maggiori dimensioni ci vuole il lavoro di 14 persone e almeno un mese intero solo per l’applicazione dei tasselli», riprende Marcela.

Ma di questi tempi, anche la tecnologia può dare una mano. Ed ecco comparire fra i programmi dell’Accademia la computer grafica che i ragazzi imparano a usare dal primo anno per realizzare i bozzetti in 3D, e compiere le simulazioni per comprendere quale sia l’ambiente più adatto a ciascuna opera e in quale modo collocarla per valorizzarla al massimo agli occhi di chi guarda.

Tra le opere moderne presentate si notano i ben noti ritratti di Gustav Klimt e Antoni Gaudì, capostipiti dell’innovazione nel campo. Qui fa capolino il colore, dato dagli smalti e dalla brillantezza dei materiali preziosi come il vetro, il marmo e la porcellana. Ma la scuola ama la sperimentazione e ha portato a Bratislava anche quadri fatti col bambù e con le tegole, materiali poveri che riecheggiano la contemporanea tendenza di un’arte amica della natura. E deliziosamente decorativi sono gli astratti colorati e ritmici, che fanno cambiare idea anche ai maggiori detrattori dell’astratto: «Il mosaico astratto è davvero impressionante», ha commentato Karen, una visitatrice della mostra, mentre il suo amico Anton sottolinea l’unicità estetica e creativa di queste opere.

La mostra, organizzata per scopi non commerciali, è già aperta ed è visitabile fino al 31 ottobre. Il 20% del ricavato dalla vendita dei lavori verrà devoluto in beneficenza ad un orfanotrofio slovacco, mentre il resto andrà a coprire il costo sostenuto dagli autori e dalla Scuola Mosaicisti per la realizzazione. Il versamento del costo delle opere sarà direttamente fatto da chi compra in due quote fisse e trasparenti, una alla Scuola e l’altra all’orfanotrofio di Jelka  (Detský domov Jelka).

Si tratta di un’iniziativa di Medea Team e del suo titolare Lucio Masutti, che ha voluto coinvolgere nell’operazione l’amico e conterraneo Bruno Mrak con la sua azienda Metalfil in un’opera positiva nei confronti della scuola che, pur essendo un ente privato, sta combattendo con la riduzione dei fondi a disposizione mettendo così a rischio la salvaguardia di un’arte unica e più che millenaria. La manifestazione ha ottenuto il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia.

Masutti, che da mesi lavora per rendere possibile questa bella iniziativa, ci tiene a ricordare che l’intero intervento è stato a costo zero grazie al sostegno di alcuni partner tecnici che hanno fornito e forniranno servizi gratuiti per le varie necessità organizzative. «Un gran bel risultato», dice, che dimostra che quando l’idea è buona, è possibile coinvolgere gli italiani – e non solo – per la sua riuscita. Tra i vari partner, Masutti cita per esempio la struttura di Eurovea che ha messo a disposizione il locale al terzo piano della galleria commerciale, la società edile di Francesco Bottoli che lo ha reso “abitabile”, Tir Service che ha concesso il trasporto gratuito delle opere da Spilimbergo (ricordiamo che si tratta di “oggetti” che sono delicati e molto pesanti – anche fino a 50 kg), tutta una serie di ristoranti e bar che forniscono pasti gratuiti e bevande ai ragazzi che si occupano giornalmente dell’apertura e cura della mostra, e lo stesso Masutti che concede loro gli alloggi e Mrak che ha dato materiali per l’allestimento. E poi, chi ha fatto l’illuminazione, chi ha seguito l’organizzazione, chi ha realizzato la grafica, chi l’installazione. Insomma, un lavoro di gruppo. A costo zero.

Sono in particolare gli italiani presenti in Slovacchia – ma anche i tanti slovacchi che hanno buon cuore e amano l’arte – che sono ora invitati a farsi avanti per rendere l’iniziativa anche profittevole, acquistando un’opera di alto valore artistico e sociale, dando così alla Scuola nuove risorse e alla struttura di Jelka (un villaggio non lontano da Galanta) la possibilità di gestire al meglio i bambini ospitati.

Masutti ha anche alcune sorprese, che non vuole svelare. E solo insistendo riusciamo a fargli dire che l’ultimo giorno di mostra, il 31 ottobre prossimo, si farà una chiusura ufficiale con la consegna di un mosaico che riproduce lo stemma cittadino al Comune della Capitale, Bratislava. A ritirare l’opera, ammette, sarà il Sindaco in persona, Milan Ftacnik, e saranno presenti altre persone, che per il momento non può svelare. In quell’occasione saranno benvenuti gli italiani residenti, per celebrare un progetto che, lui ne è certo, avrà il meritato successo.

Cosa: Mosaici della Scuola Mosaicisti del Friuli
Dove: Eurovea, ala ovest, ultimo piano (vicino all’edificio a „uovo“).
Quando: ogni giorno dalle 10:00 alle 18:00, fino al 31 ottobre 2011
Organizzazione: Medea Team, Lucio Masutti, Metalfil, Bruno Mrak
Partners: vedere il volantino qui sopra.

Per la galleria fotografica cliccare qui.

(Katia Montresor)

Foto © Franco Wendler / Buongiorno Slovacchia

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