La Radicova non molla e cerca il supporto per l‘EFSF di tutto il Governo. Europa col fiato sospeso

Il Primo Ministro slovacco Iveta Radicova negozierà con il partito liberale SaS sulle condizioni del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF). «C’è la proposta di SDKU-DS, e in aggiunta ad essa un mio pieno mandato per continuare i negoziati con SaS utili a elaborare ulteriori possibilità e a cercare soluzioni. Noi negozieremo», ha detto la Radicova ai giornalisti dopo la seduta della direzione di partito di ieri, che ha partorito una proposta di “addendum” all’accordo in vigore nella Coalizione dei quattro partiti di centrodestra. Lei ha anche fatto notare che è suo interesse accettare tutti gli obblighi in modo responsabile e nell’interesse dei cittadini slovacchi. La proposta, votata da tutti i membri del Presidium del partito, «riconosce l’impegno che spetta alla Slovacchia in seguito alle decisioni prese dal summit straordinario sull’Eurozona del 21 luglio scorso, ed esprime pieno sostegno alla Permier Iveta Radicova e ai membri SDKU del suo Governo, per promuovere l’adempimento di tale obbligo», ha detto il presidente del partito, Mikulas Dzurinda. «È per trovare una soluzione alla situazione attuale che proponiamo ai nostri partner della Coalizione un addendum al contratto di Coalizione», ha detto Dzurinda.

La Radicova ha anche annunciato che martedì 4 ottobre si terrà una riunione del Consiglio della Coalizione per affrontare due problemi principali: la proposta di bilancio dello Stato per il 2012 e importanti norme sul lavoro. La Radicova si è espressa anche sulla proposta di collegare il voto sui fondi di salvataggio al voto di fiducia sul Governo. «È prematuro pensarla in questo modo. È prematuro optare per questo strumento estremo che potrebbe portare alla destabilizzazione politica, ma soprattutto, sabotare totalmente il completamento di cambiamenti già in corso», ha commentato, senza peraltro citare uno dei suoi avversari interni più ostici, il Ministro delle Finanze Ivan Miklos. Proprio lui, infatti, aveva rivelato ai media la predisposizione del Premier a seguire questa strada estrema, e lo ha fatto proprio mentre la Radicova era negli Stati Uniti, impossibilitata a dire la sua in maniera pacata.

Contro un voto di fiducia sono anche i due micro-partitini OKS e Gente Comune che militano in Most-Hid e SaS, ognuno composto da 4 deputati e dunque in grado di far saltare comunque la maggioranza in caso di voto contrario. Se la Coalizione di Governo vuole continuare a governare, non può confondere il voto sui fondi con quello della fiducia al Governo, ha detto ieri il presidente  del Partito Civico Conservatore (OKS) Peter Zajac. «Troviamo assurdo combinare due cose tanto incompatibili tra loro», ha detto, aggiungendo tuttavia che OKS non voterà per l‘EFSF. Secondo il leader della fazione Gente Comune, Igor Matovic, collegare le due votazioni significa screditare il parere dei parlamentari e praticare un indegno «ricatto». Se ciò avverrà, i quattro parlamentari di Gente Comune non prenderanno parte alla votazione, ha avvisato Matovic.

Intanto, in molti attendono con ansia l’ok della Slovacchia. A partire dalla Germania – che questa settimana ha mandato in visita ufficiale in Slovacchia il suo Presidente Christian Wulff – i paesi membri dell’UE, le banche, tra cui la Banca Centrale Slovacca (NBS). Quest’ultima si aspetta che il Parlamento slovacco approvi le modifiche all‘EFSF come concordato dai leader europei a luglio, ha detto ieri il suo Governatore, Jozef Makuch, avvertendo che la posta in ballo è alta. «Il Parlamento, con questa votazione, deciderà se la Slovacchia potrà essere considerata come uno Stato sufficientemente affidabile e accettabile per i membri dell’Eurozona», ha detto Makuch.

Secondo il quotidiano Pravda, che ieri dedicava due delle prime pagine del giornale a questo argomento, la Radicova è stata a lungo fuori del Paese (prima negli Stati Uniti tra Assemblea Generale ONU e conferenze varie, e poi in visita ufficiale in Croazia, e a fine settimana andrà in Polonia due giorni per un vertice del Partenariato orientale), e alcuni analisti pensano che non sia un caso, come sospetta Michal Horsky. La Premier slovacca, consapevole della complicatezza della questione, potrebbe ignorarla nella speranza che sia qualche altro Paese a far saltare per primo le decisioni prese a Bruxelles dai leader europei sull’estensione dei fondi di salvataggio dell’Eurozona.

(Fonte webnoviny/Pravda)

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