L’imposta sulle banche condurrà a più alte spese a carico dei clienti, dicono gli analisti

Il prelievo fiscale sulle banche che è stato discusso dal Governo mercoledì, con una versione alternativa presentata dal Presidente Smer-SD Robert Fico lo stesso giorno, potrebbe comportare maggiori oneri per i clienti bancari, ha detto ieri all’agenzia Tasr il direttore dell’Istituto di Politica Economica (IHP) all’interno del Ministero delle Finanze, Frantisek Palko. Secondo Palko, il Governo dovrebbe invece cercare di consolidare le finanze pubbliche con mezzi standard. «Il prelievo sulle banche non è tra questi mezzi», ha detto.

La proposta del Governo dovrebbe fornire al bilancio dello Stato un introito supplementare pari a 41 milioni di euro, mentre la versione proposta dallo Smer-SD prevede un’extra di 189 milioni di euro. Il principio del prelievo sulle banche deve essere comunque ancora approvato dall’Unione Europea. Quindi, è difficile trovare un compromesso. Perché solo le banche devono pagare la tassa e non le compagnie di assicurazione? Perché non includere anche gli investitori collettivi? Questi investitori sono stati coinvolti anche nell’acquisto di bond con buoni tassi di interesse, ha detto Palko.

Secondo l’analista dell’Istituto di indagine economico-sociale (Iness) Juraj Karpis, come riportato dall’agenzia Tasr, il prelievo sulle banche sembra essere più che altro un modo politicamente attraente per ridurre il deficit fiscale tramite aumenti nascosti nel settore privato, ma ciò si tradurrà in un taglio della crescita economica. «Le istituzioni finanziarie slovacche non hanno avuto bisogno di essere salvate con risorse pubbliche [al contrario delle banche di altri paesi] e non vediamo quindi la ragione di una nuova imposta nel settore finanziario privato in Slovacchia», ha detto Karpis.

(La Redazione)

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