I Rom protestano contro il Governo, che intanto mette in cantiere progetti di inclusione dal 2012

Circa 200 membri di comunità Rom (si prevedeva la presenza di 500 persone) si sono radunati ieri davanti al Palazzo Presidenziale a Bratislava, muniti di bandiere del partito Unione Rom per esprimere la loro insoddisfazione per il modo in cui il Governo slovacco sta gestendo i loro problemi. «Iveta Radicova ha detto che avrebbe messo fine al pagamento del nostro assegno sociale, ma noi vogliamo assegni più alti per i poveri che vivono negli insediamenti Rom», ha detto uno dei manifestanti.

L’incontro è stato organizzato dall’attivista Alojz Hlina, che in un breve discorso ha detto che se i problemi attuali con la popolazione Rom non verranno trattati con urgenza la protesta potrà degenerare in iniziative molto più grandi. I manifestanti hanno parlato delle loro difficili condizioni di vita. Una donna, che vive in un insediamento brulicante di topi, ha parlato di come sia impossibile mantenere i suoi nove figli con soli 170 euro, mentre il marito sta scontando una pena in carcere.

Quattro nuovi progetti governativi potrebbero aiutare ad affrontare la disoccupazione di lunga durata, tra cui la disoccupazione di lunga durata dei Rom, lo ha detto annunciato ieri il Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Affari sociali e Famiglia Lucia Nicholsonova (SaS), insieme al delegato del Governo per i Rom Miroslav Pollak.

Il costo dei progetti è di 93,3 milioni di euro, sarà in buona parte finanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE), e dovrebbero partire nel 2012. Il primo progetto, della durata di quattro anni, si rivolge specificamente agli abitanti degli insediamenti. Gli assistenti sociali negli insediamenti Rom dovranno assistere le persone nelle comunicazioni con le autorità locali o nelle visite mediche. Un altro progetto si occupa dei centri comunitari ed è pensato per finanziare gli stipendi dei lavoratori sociali, gli operatori nelle comunità, gli insegnanti di sostegno e gli operatori sanitari. Un altro ancora, coinvolge le cosiddette imprese sociali, che in alcune località hanno dimostrato di essere utili per affrontare la disoccupazione di lunga durata e la disoccupazione di persone con basse qualifiche. Infine, l’ultimo dei quattro progetti coinvolge i gruppi emarginati (quindi anche i Rom) che, dopo il superamento di un corso, si qualificheranno per lavorare nel settore come badanti.

(Fonte Hospodarske Noviny)

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