La prima mossa del nuovo ambasciatore ungherese è stata incontrare il partito SMK

C’è un nuovo Ambasciatore d’Ungheria in Slovacchia. Csaba Balogh, nuovo capo della diplomazia magiara in Slovacchia, ha presentato ieri le sue credenziali al Presidente della Repubblica Slovacca Ivan Gasparovic. E dunque da ieri è pienamente nelle sue funzioni di rappresentante ufficiale d’Ungheria nel Paese. Ma, poco dopo aver ottenuto il riconoscimento di Gasparovic, ha deciso di recarsi ad incontrare i rappresentanti del partito extraparlamentare di etnia ungherese SMK, la formazione che rivendica la difesa degli interessi degli ungheresi in Slovacchia, dove la minoranza magiara è intorno al 10%, e che ha uno stretto rapporto con Governo e Parlamento di Budapest. Peccato che l’SMK non abbia raggiunto nemmeno la quota di sbarramento del 5% degli elettori alle elezioni parlamentari dello scorso anno, rimanendo fuori dalle stanze che contano. In passato, SMK era stato per due volte al Governo, come alleato della Coalizione di centrodestra guidata dal Primo Ministro Mikulas Dzurinda (1998-2006), ma nel corso dell’ultimo periodo all’opposizione si era estremizzato mettendo in un angolo il suo fondatore e leader storico Bela Bugar.

L’Ambasciatore ha detto di considerare la cosa un fatto normale, dato che è ormai una tradizione che anche i suoi colleghi precedenti hanno sempre rispettato, iniziando la loro missione con una visita alla sede di SMK. Del resto, ha detto Balogh, SMK e le informazioni da loro forniteci sono per noi di fondamentale importanza per affrontare i problemi della minoranza etnica ungherese in Slovacchia. «Il Governo ungherese sta cercando di creare norme adatte anche per la società slovacca e per la minoranza etnica che vive qui», ha detto Balogh ai giornalisti.

L’Ambasciatore ha anche promesso di incontrare i rappresentanti degli altri partiti politici slovacchi, incluso il nuovo partito che ha preso il posto di SMK sulla scena politica slovacca, Most-Hid. Anche quest’ultimo è stato fondato dall’attuale Vicepresidente del Parlamento Bela Bugar, che ha deciso a fine 2009 di uscire da un SMK estremizzato dove non aveva più voce.

I rapporti con l’Ungheria sono da anni tesi, e i problemi hanno raggiunto il culmine nel corso dello scorso mandato governativo, guidato dal partito socialdemocratico Smer-SD di Robert Fico, che era alleato con i nazionalisti di SNS.  L’attuale Coalizione di Governo di centrodestra ha fatto alcuni ammorbidimenti nel corso di questo anno in carica, senza tuttavia sciogliere alcuni dei temi maggiormente scottanti che sono tutt’ora sul tavolo: la doppia cittadinanza concessa senza esclusione dall’Ungheria a chiunque abbia origini ungheresi pur vivendo in altri paesi, e la legge sulla lingua di Stato slovacca che impone l’uso dello slovacco in tutte le comunicazioni tra cittadini e pubblici ufficiali sul territorio della Slovacchia. L’atteggiamento duro e senza ripensamenti del leader ungherese Viktor Orban, peraltro, non aiuta a sciogliere i nodi, anzi: ha irritato e non poco anche l’intera Europa.

(La Redazione)

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