Continua il dibattito tra sordi nella Coalizione slovacca: diversi i punti di vista sui meccanismi di salvataggio UE

Il presidente del Movimento Cristiano Democratico (KDH) Jan Figel ha ammesso ieri che un voto negativo sui meccanismi di fondo del piano di salvataggio dell’Euro potrebbe significare la fine della Coalizione di Governo. In un dibattito politico nel programma „Na Telo“ dell’emettente televisiva privata Markiza, ha spiegato che il Governo ha espresso il proprio sostegno al meccanismo comunitario di salvataggio finanziario e non può semplicemente stare ad aspettare il voto del Parlamento che potrebbe bocciare la posizione del Governo. Figel ha sottolineato che il fondo di salvataggio non riguarda la Grecia, ma l’Euro, e si dichiara dispiaciuto che il partito SaS non lo capisca. Il leader KDH considera il supporto per il fondo di salvataggio una questione significativa per la credibilità del Governo slovacco: «Se Sulik lo capirà, cercherà di trovare argomenti per cambiare la sua posizione», ha detto Figel dell’opposizione del partito Libertà e Solidarietà (SaS), il secondo per numero di deputati della maggioranza di centrodestra, guidato da Richard Sulik. Figel ha aggiunto che la Slovacchia non deve bloccare il fondo di salvataggio, e ritiene che il Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic potrebbe aiutare i negoziati tra i partiti della Coalizione.

Il leader del partito d’opposizione Smer-SD ed ex Primo Ministro Robert Fico ha criticato i partiti al Governo per aver rifiutato la sua offerta di discutere le questioni sui fondi di salvataggio. Secondo Fico, non approvare le modifiche proposte per i programmi di salvataggio finanziario può portare al collasso delle economie tedesca e francese, e quindi significare la fine degli impianti Volkswagen e Peugeot in Slovacchia. Questo causerebbe un deficit dei ricavi e un tasso di disoccupazione significativamente più elevato, ha sottolineato Fico.

«Siamo a favore del meccanismo di emergenza Europeo, ma è la Coalizione ad averne la responsabilità. Ci vogliono 79 voti, c’è la possibilità che la manovra passi,  aspettiamo e vediamo», ha detto Fico, che pur a favore non intende far votare i suoi per aiutare la Coalizione in difficoltà, ch ese la dovrà sbrigare da sola. Fico ha aggiunto che «se la Coalizione non è in grado di far passare la proposta, come può approvare questioni più importanti?», e «se la Coalizione non riesce a governare, allora dovrà lasciare il posto a un nuovo Governo».

D’altro canto sono parecchi i dubbi su quale sarà l’atteggiamento finale dei liberali. Altri deputati, all’interno della Coalizione, chiedono di proseguire con la discussione interna, speranzosi che SaS si lasci convincere a votare a favore, come ha detto il deputato Pavol Abrhan di KDH al programma „O 5 minut 12“ sulla TV di Stato STV ieri. «Non c’è una soluzione ideale, in questo caso ci sono solo soluzioni cattive o peggiori», ha detto Abrhan che pensa sia troppo presto per parlare di abbinare il voto su EFSF / ESM con un voto di sfiducia al Governo.

Il Presidente Ivan Gasparovic auspica che sia la Coalizione che i deputati dell’opposizione parlamentare comprendano le proprie responsabilità nel sostenere i fondi di salvataggio europei. Egli non esclude di organizzare un incontro con i leader di tutti i partiti parlamentari o di affrontare i legislatori in Parlamento prima del voto sul sostegno per i fondi. Gasparovic ha discusso il meccanismo finanziario di salvataggio UE con i leader dei partiti che hanno deputati in Parlamento già nel mese di agosto.

Gli ha risposto il leader SaS Richard Sulik: «In nessun modo metteremo la firma per una decisione che potrebbe minacciare la stabilità dell’economia slovacca e addossare sui contribuenti slovacchi il peso della crisi». Sulik afferma, come scritto nella brochure che il partito ha pubblicato la scorsa settimana contro i fondi di salvataggio, che «alcuni criteri di Maastricht sono stati violati 97 volte in dieci anni e nessun paese è mai stato punito. E la Banca Centrale Europea ha infranto la regola che vieta l’acquisto di obbligazioni dell‘Eurozona», come invece ha fatto, ultimamente anche per i buoni del Tesoro italiani. SaS non è d’accordo con la pretesa di Figel. «La nostra alternativa, quella di cui parliamo da mesi, è la seguente: la Grecia deve andare in bancarotta e la Zona Euro deve osservare scrupolosamente le regole che ha fissato essa stessa», ha detto Sulik, aggiungendo che ogni Paese deve assumersi la responsabilità per i suoi debiti.

Anche la fazione Gente Comune, che fa parte del gruppo parlamentare di SaS, sicuramente non appoggierà EFSF ed ESM nella loro forma attuale, hanno scritto i loro quattro deputati in una dichiarazione. «Siamo consapevoli del fatto che la mancata approvazione dei fondi può tradursi in una rottura della Coalizione. Se questo dovesse mai concretizzarsi, vorrebbe dire che i fondi saranno eventualmente approvati da una nuova Coalizione guidata dal partito di opposizione Smer-SD di Robert Fico».

(La Redazione)

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