Demitra: molti slovacchi al funerale, seguito anche in tv. Gaborik: altruista e grande amico

La Slovacchia ha reso ieri l’ultimo omaggio al capitano della squadra nazionale di hockey su ghiaccio più amato da pubblico, colleghi e addetti ai lavori. Lo stadio del ghiaccio di Trencin, un posto avvezzo a vedere scontri anche duri ma sempre sportivi, a registrare grandi emozioni che alla fine uniscono sempre vincenti e perdenti se lo sport è inteso in maniera sana, è stato ieri teatro – particolarmente triste – di una cerimonia funebre che ha visto l’attenzione dell‘intero Paese nel dare l’addio a un uomo e atleta che rimarrà a lungo nell’immaginario collettivo.

Pavol Demitra, il campione slovacco morto tragicamente il 7 settembre scorso nell’incidente aereo che ha spazzato via l’intera squadra russa del Lokomotiv Yaroslavl, è stato salutato ieri per l’ultima volta da migliaia di persone venute da tutta la Slovacchia che si sono accalcate nello stadio dopo aver pazientemente fatto una lunga coda davanti alle sue porte fin dalle sette del mattino. Tra le 10:00 e le 14:00 il pubblico ha avuto l’opportunità di inchinarsi e deporre fiori accando alla sua bara, che era rientrata dalla Russia domenica pomeriggio quando l’aveva accolta la moglie tremante. Tanta la tristezza di chi è accorso alla cerimonia pubblica: «Sentivo soltanto che dovevo venire a dirgli addio. Se lo meritava», ha detto Zuzana Janciova di Liptovsky Mikulas (regione di Zilina.)

La parte ufficiale dei funerali è iniziata alle 15.00 alla presenza di personaggi di spicco dell’hockey e dello sport slovacco, oltre a personalità della vita pubblica. Tra questi anche il Presidente della Repubblica , Ivan Gasparociv, di rientro da un viaggio ufficiale in Montenegro.

Nel corso della cerimonia di commemorazione, il capo dell’Associazione slovacca dell‘hockey su ghiaccio (SZLH) Igor Nemecek ha ricordato che il 7 settembre sarà per sempre scritto con lettere nere nella storia dell‘hockey su ghiaccio slovacco e del mondo. «In un attimo, la famiglia ha perso un padre amorevole e tutto il Paese un genio dell’hockey», ha detto Nemecek, «Palo è stato un idolo e un modello per i nostri giovani giocatori. C’era bisogno di una persona come lui, dai tratti così peculiari di hockeista e di uomo. Prometto di fare il possibile per tenere ben salda la sua eredità, e la maglia numero 38 avrà il suo posto nell’Olimpo dell’hockey», ha detto Nemecek, ricordando la decisione della Federazione di ritirare per sempre quel numero, che nessun altro giocatore potrà mai più indossare.

Jozef Mitocha, presidente della locale squadra di hockey Dukla Trencin nella quale Demitra aveva fatto alcuni dei suoi primi passi nel mondo dell‘hockey prima di andare molto giovane in Nordamerica a giocare nella prestigiosa NHL, ha detto con commozione: «Stiamo piangendo proprio come piangevi quando hai deciso di mettere fine alla tua carriera in nazionale. Ma il nostro pianto è molto più doloroso».

Molti ex compagni di squadra della nazionale slovacca erano presenti per omaggiare il compagno e amico, come gli universalmente noti come Zdeno Chara, Marian Hossa e Marian Gaborik. In particolare, quest’ultimo ha tenuto un discorso per conto dei dieci amici più stretti di Demitra tra i compagni giocatori. «Era altruista, affidabile, disinteressato e come capitano è sempre stato capace di guidare la squadra. Era sempre felice quando faceva gol, ma lo era ancora di più quando assisteva al gol di un compagno», ha detto Gaborik. A nome di tutti i compagni della squadra nazionale, Gaborik ha promesso di aiutare la famiglia di Demitra proprio come Demitra usava fare per aiutare le loro famiglie.

La cerimonia, andata in onda in diretta su alcuni canali televisivi dove è stata seguita da molte migliaia di persone che sportive non sono ma che erano colpite dal „fenomeno Demitra“, si è conclusa con un’ovazione scrosciante da parte di un’arena stipata, alla quale si sono aggiunte le centinaia di persone che hanno assistito alla manifestazione su un grande schermo sul piazzale esterno.

Demitra, che aveva 36 anni e aveva annunciato il suo ritiro dalla nazionale appena quattro mesi fa, ha giocato durante la sua carriera per cinque club di NHL per un totale di sedici stagioni, entrando per tre volte nelle selezioni All-Star. Stava progettando di andare in pensione dopo un‘altra stagione con il club russo del Lokomotiv. Lascia la moglie Maja e due figli, Lucas e Zara. Un terzo figlio, Tobias, gemello di Zara, morì poco dopo la nascita nel 2005.

(La Redazione)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google