Allarme sanità: quasi 1.500 medici in Slovacchia hanno pronto il modulo di dimissioni

Quasi 1.500 medici fra i 6.500 che lavorano negli ospedali slovacchi hanno compilato il modulo di dimissioni, ma questi documenti li stiamo raccogliendo ora e saranno presentati in un unico momento, ha detto mercoledì il capo dell‘Associazione Sindacale dei Medici (LOZ), Marian Kollar. Kollar non ha specificato quando si attuerà la consegna finale dei modelli. A giudicare dai suoi commenti recenti, tuttavia, ciò potrebbe accadere entro la fine di ottobre.

I sindacati ritengono che tali dimissioni di massa rappresentino lo sforzo ultimo per salvare il sistema sanitario slovacco. Kollar ha detto che si stanno praticamente preparando dimissioni in tutti gli ospedali della Slovacchia. «Abbiamo iniziato a raccoglierle da alcuni giorni, e ci siamo resi conto del successo enorme della vertenza: siamo convinti che avremo un consenso inatteso», ha aggiunto.

I medici che hanno recentemente firmato una dichiarazione nella quale esprimevano il loro desiderio di lottare per migliori condizioni nel sistema sanitario slovacco, hanno detto di essere pronti a consegnare le dimissioni se le loro richieste non verranno soddisfatte.

LOZ ha elencato i dieci più grandi problemi nel settore sanitario slovacco, che includono la decisione di trasformare gli ospedali in società per azioni, i bassi contributi statali per i possessori di polizze, spreco di denaro negli ospedali, un annoso deficit nello stanziamento dei fondi per l’assistenza sanitaria e le violazioni al Codice del Lavoro in vigore.

«I soldi per gli stipendi, più soldi per il sistema sanitario, più soldi per gli ospedali. Se davvero questo dipendesse da me, sarei il primo a dare più soldi a medici e infermieri», ha commentato Ivan Uhliarik, Ministro della Salute. Uhliarik si chiede, tuttavia, se i soldi verrebbero poi utilizzati in modo efficiente. Egli sostiene che la prima cosa da fare negli ospedali sia un miglioramento nella gestione finanziaria e solo dopo gli ospedali potranno essere sovvenzionati.

Il Ministro fa quindi appello alla loro coscienza: «Quando si parla di avvisi di dimissione, naturalmente, spetta a ogni medico valutare se è il caso di abbandonare i propri pazienti – che hanno bisogno di loro – in nome dei soldi», ha aggiunto.

(La Redazione)

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