L‘opposizione prova a buttar giù il Governo. Il voto di sfiducia non passa dopo 12 ore di dibattito

La sessione straordinaria del Parlamento che ha sul tavolo un unico ordine del giorno – il voto di sfiducia al Primo Ministro Iveta Radicova – è cominciata ieri pomeriggio. La seduta, convocata su richiesta di 47 deputati dei partiti di opposizione Smer-SD e Partito Nazionale Slovacco (SNS), è stata aperta dal Presidente parlamentare Richard Sulik (Libertà e Solidarietà / SaS). Il Primo Ministro ha ricevuto il sostegno di tutti i membri del Governo, e i parlamentari di SaS esibivano sulla loro scrivanie un messaggio con una scritta verde che citava così: “SaS sostiene Iveta Radicova”.

Queste le principali accuse che le vengono mosse: il Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS) non deve rimanere alla guida del Governo perché è incapace di governare, non mantiene le sue promesse, promuove politiche anti-sociali ed è sospettata di corruzione, ha detto il presidente dello Smer-SD, Robert Fico. «L’incompetenza della Radicova è risultata evidente in molte situazioni. Nella sua incapacità di controllare i processi economici, finanziari e sociali che richiedono una capacità decisionale e lungimiranza, in particolare sulla situazione attuale della Slovacchia. In generale, lei ha dimostrato di essere un osservatore silenzioso di sfortunati compromessi ad opera di un’ampia coalizione», ha detto Fico. Inoltre, «i suoi più stretti collaboratori hanno organizzato una vasta rete di corruzione proprio sotto il suo naso», ha ricordato Fico riferendosi allo scandalo di Osrblie, dove un consigliere del Premier è coinvolto in tangenti su fondi del Governo per i prossimi Campionati Europei di biathlon.

È tempo che il Primo Ministro venga sostituito dal Ministro degli Esteri e capo dello SDKU, Mikulas Dzurinda,  ha detto il deputato Peter Muransky del terzo partito di Coalizione, KDH. «Quando era Premier,  Dzurinda [due mandati in totale, 1998-2006] fu in grado di armonizzare le relazioni nelle rispettive maggioranze di Governo. Purtroppo, l’attuale Premier non è in grado di fare lo stesso», ha detto Muransky.

In sua difesa giunge invece l‘opinione del Primo Vice Presidente del Consiglio e Ministro dei Trasporti Jan Figel (KDH) che ha definito fuorvianti tali argomentazioni. «La proposta è fuorviante … la maggior parte dei problemi che riguardano l’economia slovacca è stata provocata dalla difficile situazione economica in Europa, o direttamente da irresponsabili politiche economiche del precedente Governo», ha detto Figel. Per Figel infatti la verità abita altrove. Se Fico vede nell’aumento dell’Iva dal 19 al 20% la causa degli aumenti dei prezzi, Figel dice che invece «si tratta di tre fattori principali: prodotti alimentari, petrolio greggio e le misure del Governo volte a consolidare le finanze pubbliche», ha detto Figel.

Alla fine, il Primo Ministro Radicova ha mantenuto il suo posto e ha passato brillantemente il voto di sfiducia che si è tenuto nelle prime ore di stamattina dopo un estenuante dibattito parlamentare durato oltre dodici ore. Dei 147 deputati presenti in aula, un totale di 69 legislatori dello Smer e del collega dell’opposizione SNS hanno votato per la sfiducia, che per passare necessitava però di 76 voti. Del resto, che il Primo Ministro avrebbe dovuto conservare il suo posto lo avevano già concordato ieri i membri del Gabinetto durante la sessione speciale del Governo volta a discutere appunto il voto di sfiducia al Premier proposto dall‘opposizione. Ma dopo una sessione che ha tenuto col fiato sospeso l’intera Slovacchia e orde di giornalisti accalcati davanti ai cancelli del potere (la decisione è stata presa a porte chiuse) si è arrivati all‘epilogo: il Governo Radicova è destinato a continuare.

A rendere ancora più amara la pillola per Robert Fico, il fatto che i legislatori della Coalizione ieri hanno scartato 33 argomenti dall’agenda della sessione parlamentare di settembre in corso, e hanno deciso di discuterli il mese prossimo. Si tratta soprattutto di iniziative legislative di singoli parlamentari, così come dell’elezione del nuovo direttore dell‘Ufficio di sicurezza nazionale (NBU), per il qualw il mese scorso il Governo aveva deciso di candidare il deputato di Libertà e Solidarietà (SaS) Kamil Krnac. Cancellato anche il dibattito sulla proposta di annullamento delle controverse amnistie emesse negli anni Novanta dall‘ex Premier Vladimir Meciar nei confronti di alcune persone accusate del rapimento del figlio dell’ex Presidente Michal Kovac nel 1995. La mossa sarebbe volta a impedire alla Coalizione di perdere tempo in questioni che possono causare tensioni, come ha ammesso il presidente del Partito Civico Conservatore (OKS) Peter Zajac. Ma Robert Fico ha protestato con veemenza contro tale decisione, e il capogruppo di Smer, Pavol Paska (ex Presidente parlamentare 2006-2010) ha detto che solo i parlamentari che hanno inoltrato le proposte possono ritirarle.

(La Redazione)

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