Nucleare: la fusione fredda è una soluzione reale?


Proprio mentre si è verificato un incidente in Francia in una fabbrica che tratta scorie radioattive (che trattiamo in altro articolo), e a sei mesi esatti dall’incidente tremendo di Fukushima in Giappone, ritorna attuale in questi giorni l’idea della cosiddetta fusione fredda. La fusione “a freddo” è un processo nucleare a basso consumo che ha il vantaggio di essere privo di rischi, perchè avviene a temperature di poco superiori a quelle ambiente, e pulito, visto che ha una produzione di scorie quasi nulla. Questa tecnologia, che la scienza studia con attenzione da 20 anni, è ancora in fase di sperimentazione e secondo molti “addetti ai lavori” si tratterebbe di una vera e propria chimera. Gli scettici erano stati probabilmente sorpresi dalla decisione di un’azienda greca, la Defkalion Green Technologies, di mettere in cantiere entro l’anno una centrale elettrica basata sul concetto di fusione fredda, a partire da un reattore di tecnologia italiana, realizzato in Italia dagli scienziati Andrea Rossi e Sergio Focardi: l’Energy Catalyzer (E-Cat), modello presentato il 14 gennaio 2011 a Bologna.

Mentre la fusione nucleare “a caldo” è un processo che dovrebbe avvenire solo nel Sole e nelle altre stelle, il sistema di Rossi e Focardi riuscirebbe a riprodurre questa reazione a temperature molto minori, sprigionando un’enorme quantità di energia. L’E-Cat è un contenitore «dove viene scaldata tra i 100° e i 200° C una polvere composta da nichel e idrogeno», ha spiegato Focardi. Con l’addizione di un ingrediente che rimane segreto, «viene innescata una reazione che produce un’energia termica 200 volte maggiore di quella utilizzata per innescare il processo», con  vantaggi economici potenzialmente immensi. Secondo il collega Rossi, 1 grammo di nichel – abbondante in natura – potrebbe produrre la stessa energia ottenibile bruciando 500 kg di petrolio.

I due scienziati non hanno ben chiaro come il processo si verifichi nell’E-Cat. «Il protone dell’idrogeno penetra nell’atomo di nichel e lo trasforma in rame, pur trovando forti forze contrarie. Non so perché succede, ma succede», dice Focardi. E questa incapacità di spiegare il fenomeno avrebbe lasciato freddina la comunità scientifica, mettendo in discussione la validità del progetto (si contesta che nel processo non ci sia emissione di neutroni di raggi gamma che giustificherebbero il termine “fusione”), anche se altri scienziati possono confermare il fatto. Francesco Celentani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per esempio, avvalora che «qualcosa sicuramente accade, anche se non so spiegare di che entità possa essere». Intanto, l’Università di Bologna ha firmato con Rossi un contratto da 500mila euro per effettuare un programma di ricerca e sviluppo dell’E-Cat. E l’ingegnere continua a rilasciare dichiarazioni sui futuri impieghi di questa invenzione: l’ultima lascia ipotizzare anche un possibile utilizzo massiccio nel settore dei trasporti, che rischia di mandare definitivamente in soffitta il petrolio e suoi derivati.

A fine agosto, l’azienda greca – che pure avrebbe potuto contare sull’80% del nichel di tutta Europa che si trova in territorio greco – si sarebbe volatilizzata interrompendo i rapporti (e proseguendo i suoi piani con un altro strumento per la cosiddetta fusione fredda, l’Hyperion), e Rossi sarebbe in cerca di investitori negli Stati Uniti, forse la stessa Nasa che aveva già mostrato interesse per l’invenzione. Non pochi nell’ambiente pensano a una ennesima bufala, mentre altri pensano sia presto per dare un giudizio definitivo.

Per approfondire: http://bit.ly/fHtcBR e http://bit.ly/pVFdjy.

(Fonte Csr Unioncamere)

4 comments to Nucleare: la fusione fredda è una soluzione reale?

  • Lorenzo

    Di certo ho ricevuto una bella botta quando ho saputo del divorzio con Defkalion , la mia certezza sull’autenticità dell’invenzione di Rossi& Focardi ha vacillato !!!!
    Pensavo che una nazione allo sbando come la Grecia , avendo ben poco da perdere sarebbe stata immune da pressioni volte ad occultare il trovato .
    Mi pare di capire ,( se tutto va bene ) che verrà prodotto in U.S.A. e se mai arriverà da noi ci saranno prezzi americani non greci , bella fegatura !!!!

  • Enrico

    Sara’ vero? In un tale clima di crisi economica globale se questo tipo di Low Energy Nuclear Reaction puo’ dare un contributo concreto, ma perche’ no!?!?
    Intanto sono state rilasciate le prime immagini della caldaia da 52 e-cat nel sito Svedese NyTeknik:
    http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3264361.ecehttp://www.buongiornoslovacchia.sk/wp-admin/edit-comments.php#comments-form

  • Mario

    Attenzione, se l’invenzione di Rossi funziona, crolleranno tutte le borse mondiali con i titoli delle società petrolifere e delle banche collegate che varranno poco più di zero.
    Questo timore potrà ostacolare lo sviluppo di un sistema energetico a basso costo perchè ( vedi l’esempio del petrolio) quando i prezzi delle materie prime salgono salgono anche quelli delle aziende che le estraggono e viceversa

  • aldo

    certo in borsa ci puo stare una rivoluzione avere energia a basso costo è il massimo che si puo desiderare,poi di sicuro
    ci sara un cambiamento si potrebbe fermare il fotovoltaico il gpl potrebbe essere superfluo per il petrolio vedrei tempi lunghi per il cambiamento.
    in ogni caso sarebbe una rivoluzione totale

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