Un cono di silenzio sulla seduta di Coalizione. Si decide se il Governo può andare avanti

Aria pesante in casa della Coalizione che governa in Slovacchia. Una delle sedute più difficili per i rappresentanti dei partiti della Coalizione (SDKU-DS, Libertà e Solidarietà / SaS, Cristiano Democratici / KDH e Most-Hid) che da stamattina si sono chiusi nel ritiro del Parlamento a Casta-Papiernicka (regione di Trnava ). Né i media né tantomeno il pubblico ha il permesso di assistere, e l’ingresso è sorvegliato dalla Polizia, tanto per dare un’idea del clima che si respira. A nostro avviso si tratta della prima volta che il Consiglio di Coalizione – organo composto dalle direzioni dei quattro partiti alleati che si tiene ogni mese – coinvolge tutti e proprio tutti e 79 i deputati che si riconoscono nella maggioranza parlamentare che guida il Paese da luglio dello scorso anno. Una sorta di “assemblea generale” dove si esce rinnovati o sconfitti.

La segretezza dell’incontro è stata spiegata da Tatiana Tothova, portavoce del Presidente del Parlamento (e del partito SaS) Richard Sulik, con il fatto che la discussione è di natura interna. Interna alla Coalizione.

Il tema della difficile discussione è la questione dei meccanismi di salvataggio europeo (l’EFSF e l’ESM) che i, leader europei hanno messo sul piatto nel mese di luglio per salvare capra e cavoli nella intricata situazione dell’Eurozona di questi mesi. Provvedimenti che vengono rifiutati da SaS e altri membri della Coalizione (i quattro deputati di OKS, che fanno parte del gruppo parlamentare di Most-Hid). Il presidente di quest’ultimo, Bela Bugar, fautore dell’adozione dei fondi di stabilizzazione finanziaria come già stabilito in sede europea, ha preannunciato sabato che nella riunione di oggi si deciderà se collegare il voto parlamentare sulla questione a un voto di fiducia al Governo.

Alla fine della seduta plenaria dei 79 deputati, seguirà una seduta – straordinaria ma un po’ più normale – del Consiglio della Coalizione come lo conosciamo, dove parteciperanno solo una dozzina o poco più di persone. Una conferenza stampa a fine lavori ci darà il responso finale se c’è intesa o no. In altre parole, se il Governo ha chances di andare avanti oppure no.

Nel frattempo intorno alle 12,30 si è saputo che il deputato Andrej Durkovsky, già KDH ma ora indipendente dopo essere stato espulso dal partito, è uscito dalla riunione di Casta-Papiernicka, dicendo ai cronisti presenti che la situazione dentro è tesa, parola, sembra, utilizzata da Richard Sulik per descrivere l’atmosfera interna. Durkovsky ha ritenuto di potersene andare perché, ha detto, «la mia posizione è chiara. Darò il mio sostegno al Governo».

(La Redazione)

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