Oggi seduta plenaria della Coalizione per uscire dal labirinto dei fondi di salvataggio dell’Euro

Alcuni rappresentanti della Coalizione temono che l’aspra discussione in corso sui meccanismi di stabilizzazione finanziaria della Zona Euro – il già in vigore EFSF che necessita un’estensione e il nuovo ESM che entrerà in vigore nel 2013 – porti a un forte rischio di elezioni anticipate. La campagna contro i fondi di emergenza per salvare la moneta comune lanciata dal partito di Richard Sulik, Libertà e Solidarietà (SaS), sta provocando forti disaccordi all’interno della Coalizione, con scontri che si ripercuotono nell’attività in Parlamento, come è successo giovedì quando SaS ha presentato una brochure per spiegare ai cittadini la sua posizione (vedi http://www.strana-sas.sk/euroval—cesta-k-socializmu/382) di chiaro rifiuto di quello che loro definiscono “percorso verso il socialismo”. «Questa non è una campagna contro EFSF e ESM, questa è una campagna per le elezioni anticipate», ha avvertito il deputato Tomas Galbavy del maggior partito di maggioranza SDKU-DS. I rappresentanti del partito, però, hanno rifiutato di commentare la situazione. «Farò una dichiarazione al momento opportuno», ha detto il presidente SDKU Mikulas Dzurinda.

La reazione del capo dei Cristiano Democratici (KDH) Jan Figel è stata la più dura. Ha detto che se i due meccanismi già approvati dai leader europei non passano in Parlamento, sarà la fine del Governo di Iveta Radicova. Figel porterà questo chiaro messaggio a Sulik oggi, nel corso della riunione dei leader della Coalizione che si annuncia sarà di quelle che lasceranno il segno. «SaS deve rendersi conto stanno mettendo tutto in gioco», ha detto Figel.

Tanto che i tre partiti partner di SaS in maggioranza – SDKU-DS, KDH e Most-Hid – stanno pensando di mettere il lucchetto al voto in Aula su EFSF e ESM con un voto di fiducia nel Governo di Iveta Radicova. «Questa è una delle opzioni», ha ammesso a Tasr Pavol Abrhan del direttivo KDH. Il presidente Bela Bugar di Most-Hid ha confermato che questa possibilità sarà discussa dai partiti della Coalizione oggi

Bugar lamenta un sensibile aumento della tensione all’interno della Coalizione grazie alla campagna contro i meccanismi di salvataggio europei lanciata da SaS. I membri della Coalizione avevano convenuto di non utilizzare la questione EFSF/ESM ai fini di una campagna. E il suo partito Most-Hid ha pienamente confermato nel congresso che si è tenuto a Kosice sabato il suo pieno appoggio al rafforzamento della partecipazione della Slovacchia nei meccanismi europei di sicurezza finanziaria.

Il nodo da districare non sembra affatto semplice per la maggioranza di centro-destra. Oltre alla reticenza di SaS, che senza i suoi 22 seggi quale secondo partito della Coalizione non permette una maggioranza, ci sono anche i mal di pancia dei quattro parlamentari della formazione OKS (che fa parte del gruppo parlamentare di Most-Hid), che pure sarebbero intenzionati a votare no. Il Sottosegretario alle Finanze Vladimir Tvaroska (SDKU) ha detto sabato alla Radio Slovacca che il voto dovrebbe arrivare in Parlamento in tre o quattro settimane – e non a dicembre come aveva supposto il Presidente del Parlamento Richard Sulik preoccupando non solo la Grecia che attende il secondo pacchetto di aiuti, ma tutta l’Europa che vuole risolvere presto la questione.

L’opposizione, in particolare i socialdemocratici (Smer-SD) dell’ex Premier Robert Fico, che tempo fa l’attuale Primo Ministro Iveta Radicova voleva cercare di coinvolgere – anche considerando che il primo contratto dell’Eurozona per l’EFSF era stato firmato proprio da Fico pochi mesi prima di lasciare l’ufficio – ad oggi sembra una via impercorribile. Smer infatti sta aspettando sulla riva del fiume di avvistare il cadavere del Governo, convinto che non passerà questa (ennesima) crisi. La Coalizione quadripartita di centro-destra dovrà dunque superare da sola tutti gli ostacoli, in particolare quelli interni. Non è semplice. Ma già in passato ha dimostrato una certa capacità di adattamento e compromesso.

La seduta del Consiglio della Coalizione – che si profila essere una di quelle decisive del futuro dell’alleanza – è stata dunque convocata per oggi nel “buen retiro” del Parlamento di Casta-Papiernicka (nella regione di Trnava). Per la prima volta dall’insediamento di questo Governo, tutti i 79 deputati della Coalizione sono stati invitati a sedersi al tavolo. Come detto da Bela Bugar, si discuterà anche del possibile aggancio della questione dei fondi di garanzia per l’Eurozona con un voto di fiducia al Governo.

(La Redazione)

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