Frenano in Europa centrale le costruzioni di immobili industriali, ma gli affitti vanno molto bene

Nel corso di quest’anno in Europa centrale si sono costruiti appena 198.000 mq di nuovi magazzini e altre aree industriali. Un dato che è ben al di sotto della media quinquennale di 1,5 milioni di mq all’anno. Al contrario, spiega la società di consulenza immobiliare Cushman & Wakefield, gli affitti degli edifici industriali hanno fatto bene. «I mercati ungherese e slovacco sono stati i più colpiti, e lì non vi sono progetti in costruzione quest’anno fino ad ora. C’è stato invece un aumento rispetto allo scorso anno in Polonia e nella Repubblica Ceca, ma le cifre sono ancora molto limitate», ha detto Ferdinand Hlobil, capo del dipartimento industriale CEE della Cushman & Wakefield. Secondo lui, i developer costruiscono in primo luogo per l’affitto a inquilini specifici, con i quali esiste già un contratto, e non c’è quasi nessuna costruzione speculativa.Per quanto riguarda i contratti di locazione, la prima metà di quest’anno ha visto un dato più forte rispetto allo stesso periodo del 2009. Circa 1,5 milioni di mq di spazi industriali sono stati presi in affitto in Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Ungheria.«L’aumento di attività degli affittuari è guidata in particolare da aziende produttive, che stanno andando bene, soprattutto nel settore automotive. Inoltre, le aziende retail stanno cercando di aumentare l’efficienza nella loro logistica di magazzino e stanno centralizzando gli stoccaggi trasferendosi in edifici moderni che rispondano meglio alle loro esigenze», ha osservato Hlobil. Nella Repubblica Ceca, la domanda per moderni magazzini nel secondo trimestre di quest’anno sono cresciute del 17% a 245.300 mq, secondo le statistiche del Forum Ricerca Industriale. La maggior parte dei nuovi contratti di locazione, comunque, erano rinnovi di contratti già in corso. Il tasso di locali non occupati nei quattro paesi menzionati è oggi a una media dell’11,8%, un dato che è considerato normale e salutare. Se in alcune zone la percentuale di locali vuoti si ferma anche al 5%, in Slovacchia si è verificata una cosa piuttosto peculiare: il tasso di spazi non occupati è fermo al 2,5%, un dato che rivela una distorsione del mercato e che è anche conseguenza della politica attuale di restrizione del credito da parte delle banche nello sviluppo di nuovi progetti. Secondo Cushman & Wakefield, un tale fatto potrebbe influenzare negativamente l’arrivo in certe zone di potenziali società manifatturiere e di logistica. A parte l’Ungheria, gli altri paesi hanno visto un calo continuo del tasso di immobili sfitti dal 2009, e la tendenza è destinata a durare anche nel futuro prossimo.

(Fonte stavebniforum.sk)

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