La tragedia di Yaroslavl fa piangere tutta l’Europa Centro-Orientale. Anche Hamsik piange Demitra

Le autorità russe hanno individuato i corpi delle vittime del disastro aereo di mercoledì a Yaroslavl, dove è morto l’ex capitano della nazionale slovacca di hockey Pavol Demitra. Ne ha informato il Ministero degli Esteri slovacco, che tramite il suo portavoce Lubos Schwarzbacher dice di essere «in contatto costante con il Ministero russo per le Situazioni di emergenza e con la famiglia della vittima [Demitra], che avrà il nostro aiuto nel trasporto dei resti mortali in Slovacchia», ha detto il portavoce. Ha aggiunto che la squadra investigativa russa ha già presentato denuncia penale per la violazione di norme relative alla sicurezza aerea. Lo Yak-42 che trasportava l’intera squadra di hockey su ghiaccio del Lokomotiv Yaroslavl si è schiantato poco dopo il decollo dall’aeroporto di Yaroslavl alle 16 di mercoledì pomeriggio, facendo 43 vittime. Due soltanto sono i superstiti, in condizioni critiche, un componente dell’equipaggio e il giocatore Alexander Galimov, il quale è ricoverato a Mosca e, pur se stabilizzato e in grado ieri di parlare qualche minuto col padre, rimane in prognosi riservata con ustioni sul 90% del corpo. L’aereo era diretto a Minsk per la partita di apertura della stagione della Kontinental Hockey League (KHL), la lega che riunisce i campionati di Russia, Bielorussia,…. E ospita anche una squadra slovacca, il Lev Poprad.

Allo stadio del ghiaccio di Minsk, al posto della partita sospesa per forza maggiore (ma anche tutto il campionato ha subito giustamente una battuta d’arresto), si è tenuta una cerimonia di commemorazione. Dodicimila persone hanno ascoltato il Requiem di Mozart eseguito da un’orchestra e la squadra locale, la Dinamo Minsk, ha simbolicamente lanciato il dischetto nella propria porta, volendo omaggiare il Lokomotiv dell’ultima vittoria. Si è presentato alla cerimonia anche il Presidente bielorusso, il contestato Alexander Lukashenko, che in uniforme da hockey ha posato fiori sulla porta della squadra scomparsa. La città ha proclamato tre giorni di lutto cittadino, da oggi a domenica.

A Minsk ricordo della tragedia del Lokomotiv

A Praga, nella Piazza della Città Vecchia, centinaia di persone hanno lasciato candele, fiori, bandiere e ogni genere di omaggio in ricordo dei tre giocatori cechi scomparsi, Josef Vasicek, Karel Rachunek e Jan Marek, gli ultimi due membri della squadra nazionale che ha vinto i Campionati del Mondo 2010. Il Presidente della Repubblica Ceca, Vaclav Klaus, ha espresso pubblicamente le sue condoglianze.

Le esequie dei giocatori uccisi si terranno domani mattina, sabato, all’Arena-2000 di Yaroslavl, stadio casalingo del Lokomotiv, come ha annunciato all’agenzia di stampa R-Sport Yury Nagornykh, il Viceministro nazionale per lo Sport, il Turismo e le Politiche giovanili. Intanto, numerosi giocatori russi si sono offerti al Lokomotiv per rimettere in piedi velocemente una squadra in grado di partecipare al campionato in corso, che la società intende assolutamente giocare nonostante l’azzeramento dell’intero roaster e dello staff tecnico.

E intanto la Russia ferma tutti gli Yak-42 per sottoporli a controlli di sicurezza. Testimoni oculari dicono che l’aereo non prendeva velocità, e da subito ha lasciato credere che non ce l’avrebbe fatta a decollare. Resta da chiarire perché il pilota non lo abbia fermato anziché rischiare quello che poi è avvenuto appena 400 metri dopo la fine della pista. Entrambe le scatole nere sono state recuperate, e sono state inviate a Mosca insieme ai serbatoi di carburante. Qualcuno pensa che i problemi potrebbero essere causati da un carburante difettoso. È proprio l’incendio scaturito dai serbatoi pieni che ha ucciso i passeggeri, più di quanto non avrebbe fatto l’impatto, facendoli così morire in modo orribile.

Il Presidente russo Grigori Medvedev, che ieri ha visitato il luogo del disastro, ha sollecitato un’inchiesta «precisa e pubblica perchè questa gravissima tragedia non può avere punti d’ombra».

Le forti emozioni e lo shock che hanno colpito popolazione e tifosi in questa tragedia collettiva hanno anche creato qualche episodio condannabile. Mentre continuano le manifestazioni di affetto nei confronti di un annientato Lokomotiv nelle principali città dell’Est Europa, a Riga, in Lettonia, un tifoso della squadra è giunto ieri cospargersi di un liquido infiammabile per poi darsi fuoco davanti all’Ambasciata della Russia dove ancora tanti appassionati si raccoglievano per rendere omaggio. I presenti hanno agito con prontezza, riuscendo a spegnere le fiamme e consentendo di soccorrere l’uomo, le cui condizioni sono sconosciute.

Intanto a Trencin, dove il defunto Pavol Demitra aveva giocato in passato per la locale squadra del Dukla, le strade della città sono affollate di persone che indossano la maglia del Dukla con il leggendario numero 38. Numero che, ha detto a Tasr il portavoce del Comune, Richard Nemec, «dal 7 settembre è diventato sacro. L’intera città sta esprimendo le sue condoglianze alla famiglia di Pavol Demitra e dei suoi parenti». Una delle poche cose che la città può fare per lui, ha detto Nemec, è «intestargli lo stadio [del quartiere di] Sihot». «È stato detto che ci sono cimiteri pieni di gente insostituibile, ma Pavol Demitra è davvero insostituibile» ha detto il Sindaco di Trencin, Richard Rybnicek. «La sua eleganza sul ghiaccio e nella vita portava gioia e onore all’intera Nazione, che ora è in lutto. È particolarmente sentito a Trencin , dove molte persone lo conoscevano [di persona] e ancor più lo adoravano. La città è ora silenziosa e triste», ha aggiunto Nemec.

Le stesse manifestazioni di simpatia e cordoglio che da mercoledì pomeriggio si tengono a Trencin, si svolgono anche in molte altre città slovacche. A Bratislava, oltre che allo stadio, sono vari i luoghi dove la gente si raccoglie per un ricordo di Pavol Demitra. Tifosi, gente comune, ex giocatori e tecnici di ogni età si uniscono in un unico canto triste e affranto. È certo che Palo verrà davvero ricordato a lungo.

Anche a Bratislava, intanto, pensano che sarebbe il caso di incidere il nome del campione nella toponomastica cittadina. L’idea è di intitolare a lui la nuova piazza in prossimità dell’Arena dell’hockey Ondrej Nepela e viene dal Sindaco Rudolf Kusy di Bratislava-Nove Mesto. «Considerando il fatto che Pavol Demitra ha giocato la sua ultima partita in questo campo come capitano della squadra nazionale, io propongo di chiamare questo spazio Piazza Pavol Demitra», ha detto Kusy. Il nome per la neonata piazza sarà deciso con una votazione sul sito web dell’ente locale, e tramite e-mail e lettere.

In Italia, nel frattempo, un altro campione dello sport slovacco piange un grande sportivo e un grande uomo. Il giovane capitano della nazionale slovacca di calcio, Marek Hamsik, ha fatto scrivere sul suo sito le sue prime impressioni quando ha appresa dell’incidente: «No, no. Non può essere vero. No», è scritto. «Non riesco ancora a credere che questa notizia sia vera. È come un brutto sogno», ricordando l’hockeysta che ha incontrato spesso. «Lo ammiravo non solo come atleta ma anche per il suo lato umano. Quando a giugno lo abbiamo invitato ad eventi di beneficenza dove stelle dello sport incontrano i bambini, lui non ha fatto alcuna difficoltà a venire a Banska Bystrica», ha detto Marek.

(Pierluigi Solieri)

Qui sotto il video della commemorazione di ieri a Minsk:

1 comment to La tragedia di Yaroslavl fa piangere tutta l’Europa Centro-Orientale. Anche Hamsik piange Demitra

  • Antonio Calcarella

    Quando muore una persona è sempre triste, quando muore un giovane lo è molto di più. Quando muoiono tanti ragazzi è una tragedia per tutti noi.

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