La corruzione è parte delle abitudini slovacche, retaggio del Comunismo dove niente funzionava

Una famiglia su quattro l’anno scorso ha pagato i sanitari slovacchi in ospedale per avere un trattamento decente, cure e attenzioni maggiori dello standard, secondo l’indagine chiamata Barometro Globale della Corruzione realizzata lo scorso anno da Transparency International (TI) in collaborazione con il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP). Anche agli uffici catastali e nei tribunali slovacchi non è difficile dover “ungere”, ma secondo l’indagine gli uomini d’affari e i funzionari di Stato e della Pubblica amministrazione sono considerati gli individui più corrotti. Ma nonostante l’alto livello di corruzione percepita, però, solo l’8% degli slovacchi hanno fatto una denuncia.

C’è ancora tutta una generazione di persone in Slovacchia che passerà ai loro figli la “saggezza popolare” che certe “ruote” avranno sempre bisogno di essere oliate in un modo o nell’altro per sbloccare la situazione, scrive Beata Balogova in un editoriale di fine agosto del settimanale in lingua inglese The Slovak Spectator. Le tangenti o bustarelle assumono forme diverse a seconda delle situazioni, dai biglietti gratuiti dall’aria innocente ai piccoli omaggi (bottiglie di vino, piccoli favori, cioccolatini o ceste di alimentari), fino a grasse buste per affari succosi. Ma non hanno smesso, a venti anni dalla caduta del Comunismo, di essere un’abitudine. Che nemmeno le nuove generazioni e la nuova classe politica hanno perso.

L’attuale Governo, guidato da una Coalizione di quattro partiti di centro-destra, ha promesso una forte lotta alla corruzione, ma ancora non è riuscito a fermare l’andazzo persino al proprio interno. Se l’Esecutivo di Iveta Radicova è entrato in carica quattordici mesi fa dichiarando la corruzione e il clientelismo i nuovi nemici pubblici numero uno, e accusando neanche troppo velatamente il suo predecessore Robert Fico e i suoi (in effetti politicamente discutibili) partner di Coalizione Jan Slota e Vladimir Meciar di aver invece lasciato fare; anzi, di averci fatto la cresta.

Se è vero che il Governo attuale ha dato segnali indubbi di un inasprimento nel campo della lotta alla corruzione, è però anche vero che ci sono stati alcuni casi piuttosto dubbi di gestione della cosa pubblica, riconducibili a Ministri e loro amici, che i giornali slovacchi non si sono lasciati scappare. Alcuni dei maggiori scontri all’interno del Governo, per esempio, sono stati causati da conflitti tra la Radicova e il suo Ministro delle Finanze Ivan Miklos (che peraltro è del suo stesso partito), su nomine ombrose e affari non chiari gestiti da protetti del Ministro (come l’affitto della sede per la Direzione dell’Ufficio Imposte a Kosice, siglato con una società immobiliare riconducibile a un capo regionale del partito SDKU-DS e a una obrosa società con sede nel paradiso fiscale di Cipro).

È per questo che i media stanno osservando con attenzione gli sviluppi del caso di corruzione più recente, relativo alla costruzione di uno stadio nel villaggio di Osrblie, che dovrebbe ospitare all’inizio del prossimo anno il Campionato Europeo di biathlon. In questo caso, lo Stato aveva garantito un contributo di 1 milione 600 mila euro, di cui 300 mila già versati. La Polizia ha arrestato in flagrante l’ex Ambasciatore slovacco in Kenya, Igor Liska, mentre incassava una bustarella di 30 mila euro, il 10% che secondo gli investigatori era stato concordato sull’intero contributo e che ora il Governo ha bloccato. È coinvolto nel caso anche Martin Novotny, consigliere esterno per gli affari economici del Primo Ministro, ora licenziato e in custodia cautelare.

Come dice la Balogova, un Governo con l’ambizione di combattere la corruzione deve come minimo porsi l’obiettivo di tenere una tolleranza zero e tenere sotto stretto controllo dove e come vengono spesi i soldi pubblici dei contribuenti e dare maggior trasparenza su come vengono prese le decisioni di spesa. Le parole del capo dei consiglieri del Primo Ministro, padre Jan Krstitel Balazs, lasciano nel frattempo sperare: Balazs ha promesso che il caso Osrblie sarà indagato a fondo e i protagonisti dell’affare saranno puniti a prescindere dai loro nomi, influenza e posizione. Staremo a vedere.

(La Redazione)

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