Comincia la scuola e iniziano i dolori: gli istituti cadono a pezzi e mancano i libri di testo

Il nuovo anno scolastico in Slovacchia è iniziato (ieri) col piede sbagliato: molte scuole stanno cadendo a pezzi, non possono permettersi le riparazioni di base, i libri di testo sono carenti e i sindacati degli insegnanti stanno minacciando lo sciopero se le loro richieste non verranno soddisfatte. E questo nel quadro desolante degli scarsi fondi a disposizione in generale per l’educazione dei ragazzi slovacchi. Il Paese si posiziona ultimo nella classifica OCSE per gli investimenti nell’educazione con un 4% del PIL nazionale, e l’Italia a sua volta non sta molto meglio, essendo penultima con il 4,5% del PIL.

Le scuole slovacche potrebbero essere colpite in modo particolarmente duro se lo Stato bloccasse il cofinanziamento dei progetti con fondi provenienti dall’Unione Europea. «Non avremo la possibilità di fare le riparazioni alla scuola. Abbiamo indicato lo stato disastroso delle fognature già da cinque anni, ma a nessuno importa modernizzare la scuola», ha detto la preside della scuola elementare di via Hrnciarska a Zvolen (regione di Banska Bystrica), Eva Balazova.

Molti insegnanti e alunni hanno fatto i conti con una cronica mancanza di libri di testo ormai da almeno quattro anni, con alcune classi colpite peggio di altre. Gli unici libri di testo emessi quest’anno sono per gli studi religiosi. Molte altre materie che hanno subito riforme non hanno libri a disposizione per tenersi al passo con le modifiche. Gli alunni potrebbero addirittura dover invece usare i libri pensati per le scuole ceche.

Gli insegnanti hanno raccolto firme per una petizione cominciata a maggio. Tra le richieste principali vi è che lo Stato investa almeno il 6% del PIL per l’istruzione e che gli stipendi degli insegnanti debbano essere aumentati del 20%.

La mancanza di libri di testo nelle scuole slovacche può essere risolta traducendo i libri di testo dal ceco allo slovacco – una questione dibattuta dal Ministro dell’Istruzione Eugen Jurzyca (SDKU-DS) e il suo omologo ceco Josef Dobes in una riunione informale tenutasi mercoledì scorso a Bratislava. I due Ministri hanno concordato la creazione di un gruppo di lavoro che dovrà analizzare i programmi dei corsi individuali. «Il risultato di questa analisi dovrebbe essere una proposta per armonizzare i programmi statali di istruzione, creando la possibilità di ricorrere ai libri di testo slovacchi nella Repubblica Ceca, e quelli cechi in Slovacchia», ha detto Jurzyca, aggiungendo che questo, per ovvi motivi, non riguarderà i corsi come quelli di lingua slovacca, storia e geografia. La proposta dovrebbe riguardare le scuole primarie, ma Jurzyca non ha escluso di coinvolgere anche le scuole secondarie.

Il Ministro è sotto tiro da entrambi opposizione e Governo. Se il leader di Smer-SD Robert Fico lo richiama all’ordine con una battuta caustica dicendo che «il Ministro è come la moglie dell’ispettore Colombo. Tutti sappiamo che esiste, ma nessuno l’ha mai visto», anche il Primo Ministro Iveta Radicova non ne è soddisfatta e dice che gli darebbe un brutto voto, a causa della mancata riforma. «Non che abbia fatto qualcosa di sbagliato. Non ha fatto ciò che era previsto», pur continuando a lodarlo come uomo  «molto intelligente, colto e responsabile».

E anche gli altri problemi che preoccupano il sistema educativo slovacco, come le università sospettate di distribuire lauree immeritate, fondi europei che non vengono utilizzati correttamente e una mancanza di insegnanti a tutti i livelli, portano il Paese a uscire proprio male negli studi comparativi internazionali. Per di più, c’è un altro elemento preoccupante: il marinare la scuola, che sta diventando sempre più comune nelle scuole slovacche. Secondo il Ministero della Pubblica Istruzione uno studente medio perde circa 95 lezioni all’anno. Il direttore della scuola elementare di Humenne, Rudolf Klikusovsky, ritiene che alla base di questo vi sia una mancanza di motivazione. Per affrontare questo problema, il Ministero ha messo a punto alcune idee che dovrebbero migliorare il processo di apprendimento e rendere gli studenti più interessati. Una di queste è l’autorità data ai direttori scolastici di poter iniziare le lezioni alle 9 invece che alle 8. Tuttavia, la stragrande maggioranza delle scuole non si è avvantaggiata della proposta e continua a far suonare la prima campanella alle 8.

Intanto, il Sindaco di Bratislava Milan Ftacnik ha inaugurato ieri l’apertura del nuovo anno scolastico presso la scuola primaria di via Benovskeho nel quartiere Dubravka. Ftacnik ha “testato” la conoscenza di numeri e lettere degli alunni e ha parlato: «Avete scelto una buona scuola dove viene insegnata una lingua straniera fin dal primo anno, l’istruzione delle tecnologie dell’informazione è fornita dal secondo anno e ci sono molte opportunità per un’educazione extra-curriculare», ha detto il Sindaco. Il Preside della scuola ha assicurato i genitori che i loro figli «sono in buone mani».

(Fonte Pravda/Tasr/Slovensky Rozhlas)

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